Compostaggio a Timpazzo, progetto in Regione: interrogazione su impianto comunale

 
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Gela. Il comparto locale dei rifiuti, soprattutto in questo periodo, è al centro di tante attenzioni e non sono mancate le tensioni, almeno all’interno della Srr4, con l’assemblea rimasta “sospesa” tra una nuova gara “ponte” per il servizio e l’affidamento in house (ora anche con il finale a sorpresa dell’esito del voto che potrebbe essere ribaltato). Sembra però scongiurata qualsiasi emergenza rifiuti, con la piattaforma di Timpazzo che non si è mai fermata e anzi a breve potrebbe essere ulteriormente integrata. Come conferma l’amministratore della “Impianti Srr”, la società controllata dalla Srr4, la prossima settimana verrà trasmesso alla Regione il progetto per un nuovo impianto di compostaggio. “E’ quasi pronto – dice l’ingegnere Giovanna Picone – il progetto completo lo trasmetteremo la prossima settimana. Siamo in trattativa anche per l’acquisto dei macchinari. E’ un impianto pensato, indipendentemente da quello di Brucazzi, che comunque va assolutamente tenuto in vita. Tutto poi dipenderà dalla decisione della Regione. Un impianto di questo tipo si può realizzare nell’arco di due mesi”. Da anni, il sistema di compostaggio di Brucazzi non è più considerato adatto a far fronte ai conferimenti di tutti i Comuni della Srr. Tra le altre cose, non è stato ancora risolto il dilemma amministrativo della gestione, attualmente in capo all’Ato Cl2 in liquidazione, in attesa di un’ulteriore decisione dei giudici amministrativi. Mentre i vertici di Srr e della controllata “Impianti Srr” sono reduci da incontri con dirigenti e funzionari della Regione, proprio in prospettiva del nuovo impianto di compostaggio (annunciato anche dal presidente della Srr4 Filippo Balbo), a Palazzo di Città non è ben chiaro quale potrà essere il futuro di un altro progetto, sempre per un sistema di compostaggio. Lo scorso anno, quando alla guida del settore comunale ambiente c’era l’assessore dem Grazia Robilatte, venne formalizzata la decisione di avviare tutte le procedure per realizzare un impianto di compostaggio comunale. Fu individuata la tecnologia brevettata dal chimico industriale Fabrizio Nardo, al quale, dopo diverse interlocuzioni ufficiali, fu affidato l’incarico di redigere uno studio di fattibilità, poi consegnato entro i tempi previsti. Inizialmente, sembrava che i fondi potessero pervenire dalle compensazioni minerarie, ma successivamente si virò verso l’opzione del mutuo da accendere con Cassa Depositi e Prestiti, che aveva già dato l’assenso. Da mesi, non se ne sa più nulla. L’obiettivo dell’amministrazione comunale, almeno in origine, era di avere una certa autonomia con un impianto proprio, evitando così qualsiasi rischio nel ciclo dei rifiuti, principalmente per lo smaltimento della frazione organica, che la scorsa estate, per diverse settimane, fu addirittura trasferita in impianti di altre Regioni, con inevitabili costi. Il consigliere comunale del Movimento cinquestelle Virginia Farruggia ha presentato un’interrogazione, che verrà trattata in aula la settimana prossima.

Chiede di avere riscontri proprio sul progetto del compostaggio comunale. Prima di proporre l’interrogazione, alla quale dovrà rispondere l’amministrazione comunale, ha formalizzato un accesso agli atti, che le sono stati forniti. Nelle ultime settimane, è entrata in forte polemica con i vertici della Srr4, ritenendo il sistema attuale non in linea con i canoni di una gestione virtuosa del ciclo rifiuti.

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