Comune deve all’Ato oltre 16 milioni, possibile apertura: Panebianco, “ancora nulla di concreto”

 
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Una delle aree della discarica Timpazzo

Gela. “Per ora, c’è stata solo un’interlocuzione verbale. Abbiamo ricevuto la nota inoltrata dal sindaco e abbiamo risposto. Di concreto, però, non c’è ancora niente”. Il commissario liquidatore dell’Ato Cl2 Giuseppe Panebianco, probabilmente, attende un passo più deciso da Palazzo di Città. L’Ato deve ricevere somme per oltre sedici milioni di euro. Un credito maturato nel tempo, principalmente per i conferimenti del Comune nella discarica Timpazzo. A novembre, il sindaco Lucio Greco ha scritto ai vertici dell’ambito, dicendosi disponibile a concludere una transazione, che sgravi dalle spalle del municipio somme, quasi impossibili da coprire. L’intenzione dell’amministrazione comunale parrebbe di ricalcare le stesse condizioni che erano già state predisposte dall’ex giunta Messinese (anche se l’accordo non venne mai ratificato) e dal commissario straordinario. Il Comune si accollerebbe la gestione post mortem delle vasche dismesse della discarica, sostenendone tutti i costi per un periodo di trenta anni. In questo modo, troverebbe copertura buona parte delle somme dovute all’Ato in liquidazione.

“La volontà sembra esserci – aggiunge Panebianco – ma bisogna anche considerare che c’è un procedimento civile in atto”. L’Ato, davanti all’eccessivo “tatticismo” del Comune, già diversi mesi fa ha scelto di rivolgersi al giudice del tribunale delle imprese di Palermo, chiedendo che Palazzo di Città versi quanto dovuto. Anche il municipio si è costituito e lo stesso Greco ha spiegato di aver dato precise indicazioni al legale che segue la procedura. Un’apertura sembra esserci, ma l’intesa vera e propria è ancora lontana.

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