“Con crisi Covid migliaia di licenziamenti anche in città”, sindacati: “Confronto con prefettura”

 
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Corallo chiede risposte sui lavoratori della sosta a pagamento

Gela. Servono supporti economici di immediata utilizzabilità, che giungano dal Comune e dagli altri enti pubblici del territorio. All’appello avanzato dai sindacati confederali e dalle organizzazioni datoriali, che sostengono anche l’uso delle royalties estrattive per andare incontro alle attività in crisi, aderiscono i vertici provinciali di Filcams, Fisascat e Uiltucs. “Ad oggi la cassa integrazione per Covid-19 è di nove settimane ma le categorie sono consapevoli che il mondo del commercio e in generale del terziario subirà profonde modifiche perché è impensabile che tutto tornerà come prima e allarmati da questa certezza, avendo appreso delle iniziative di confronto tra le organizzazioni datoriali dei commercianti e delle piccole e medie imprese del settore – dicono Nuccio Corallo, Angelo Bellomo e Michelangelo Mazzola – non possiamo che affermare la condivisione del percorso perché l’economia già in quaranta giorni è cambiata e se non si pensa oggi al sostegno economico per migliaia di attività presenti in tutti i Comuni, domani sarà troppo tardi”. Anche in città, lo spettro di migliaia di licenziamenti spaventa tutti, con almeno 1.500 attività che si apprestano alla chiusura.

“Molte attività licenzieranno gli addetti e stiamo parlando di esercizi commerciali, bar, pizzerie, palestre, centri estetici, ristoranti, pasticcerie, parrucchieri e studi professionali – aggiungono i sindacalisti – ciò accade in un territorio già fortemente colpito dalla decrescita. Sosteniamo le iniziative di Confcommercio, Confesercenti, Casartigiani e di tutte le altre categorie del settore perché siamo convinti che “insieme ce la faremo” e insieme dobbiamo interloquire con la prefettura e le istituzioni, così da definire soluzioni immediate e non rinviabili”. Un nuovo dramma sociale si sta materializzando ma le soluzioni stentano a concretizzarsi.

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