Contrasti nel mondo dello spaccio e ritorsioni per l’auto bruciata dietro le fucilate in via Crispi

 
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Gela. Contrati nel mondo della droga. Sono queste le prime ipotesi dopo l’arresto di Saverio Di Stefano e Giuseppe Trubia. 

Sono i protagonisti della sparatoria di via Francesco Crispi del 24 giugno scorso. Il fotogramma inquadra uno dei due arrestati mentre imbraccia un fucile e spara verso  un bar di via Francesco Crispi e di un portone di ingresso di abitazione e di uno scooter in via Generale Cascino .

Le due ordinanze sono state firmate dal Gip Lirio Conti su richiesta del pm Andrea Sodani, coordinato Fernando Asaro. Devono rispondere di minacce, danneggiamento a mezzo dell’esplosione di colpi di arma da fuoco, porto di arma da fuoco con matricola abrasa e ricettazione.

Di Stefano ha utilizzato un fucile a canne mozze, esplodendo quattro colpi all’indirizzo del Bar Crispi, sito al civico 127, terrorizzando la barista, unica persona presente all’interno del locale che, resasi conto di ciò che stava succedendo, era scappata da retro.

 

Mentre i carabinieri arrivavano in via Crispi, altri colpi di fucile venivano esplosi all’indirizzo della porta di ingresso di una abitazione in via Generale Cascino contro motorino parcheggiato  davanti la porta. Sul posto giunse la polizia. Le forze dell’ordine compresero che i due episodi erano collegati. Vennero acquisite tutte le immagini delle telecamere che coprivano le zone interessate dagli eventi, individuando l’auto utilizzata per compiere i due atti intimidatori, peraltro risultata rubata  qualche giorno prima a Gela.Polizia e carabinieri sono così riusciti a ripercorrere il percorso compiuto dai due malviventi.

Avendo ottenuto conferma che ad agire fosse stato un unico commando, peraltro in possesso di un fucile a canne mozze, gli operanti analizzavano l’imponente materiale video sequestrato per riuscire ad individuare la via di fuga utilizzata, riscendo a ricostruire il percorso fatto dai pericolosi malviventi.

Trubia e Di Stefano avevano una base logistica in contrada Fiaccavento, nell’ovile del primo, pluripregiudicato.

Il 30 giugno i due hanno tentato di appiccare il fuoco ad alcuni indumenti. Erano simili a quelli indossati dal soggetto che aveva sparato all’indirizzo del Bar Crispi. Nel corso della perquisizione effettuata veniva sequestrato un fucile a canne mozze, calibro 12, numerose cartucce cal. 12 nonché 3 kg di hashish. Trubia venne quindi subito arrestato. A seguito della perquisizione all’interno dell’ovile venivano rinvenuti e sequestrati altri indumenti, anch’essi fortemente somiglianti a quelli utilizzati dal soggetto che aveva sparato all’indirizzo del Bar Crispi.  Grazie alla comparazione balistica effettuata dalla Polizia Scientifica di Palermo dei bossoli rinvenuti nei due sopralluoghi veniva “confermato” che provenivano dal fucile senza matricola cal. 12 sequestrato a Trubia.

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