Controlli a rischio del flusso di rientro degli emigrati a nord, allarme di Musumeci

 
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Gela. L’ordinanza a firma del governatore Nello Musumeci, di contenimento dell’attuale incontrollato flusso migratorio anche verso la Sicilia, “rischia di non essere preso in considerazione senza il potere sanzionatorio delle forze dell’ordine”. Ad affermarlo è stato lo stesso presidente della Regione, Musumeci, uno dei governatori delle Regioni del meridione costretti a correre ai ripari per arginare gli effetti del decreto “last minute” emanato dalla Presidenza del consiglio che, tra le tante azioni, modifica i confini delle aree rosse e sblocca le restrizioni nei dieci Comuni lombardi e nel padovano sede del primo focolaio del coronavirus in Italia.

I casi registrati finora in Sicilia sono 35 (8 ricoverati e 27 in isolamento) e “nessun decesso – incalza Musumeci – In Sicilia finora l’apparato della sanità ha funzionato, siamo pronti al peggio. Abbiamo il cosiddetto Piano B. Disponiamo di 411 posti letto in terapia intensiva, e abbiamo individuato i luoghi dove approntarne altri cento entro due-tre giorni. Non capiamo perché nel passato si è voluto porre un freno alla possibilità di ampliare le strutture di terapia intensiva – accusa il governatore – Adesso dobbiamo correre ai ripari in una condizione di emergenza. Speriamo che il fenomeno rimanga contenuto, ma dipende da tutti noi”.

Intanto, tra i siciliani cresce l’apprensione sulle azioni di controllo ai varchi del flusso di rientro dalle regioni del nord, con particolare riferimento dalla Lombardia.

“Sono stato messo in croce quando avevo invitato i cittadini delle zone rosse a rinviare una loro visita in Sicilia. Adesso i fatti, purtroppo, danno ragione ai governatori del sud e stiamo correndo ai ripari. Ho appena firmato una ordinanza – ha detto Musumeci – Chi viene in Sicilia deve subito dichiararlo, deve mettersi in quarantena, come ho fatto io pur non essendo risultato positivo (Musumeci è stato in contatto col governatore del Lazio, l’esponente del Pd Nicola Zingaretti positivo al coronavirus). Sto notificando l’ordinanza ai 9 prefetti, questori e 390 sindaci dei Comuni siciliani.

Dobbiamo difenderci da un nemico che non conosciamo appieno. Ognuno deve fare la propria parte. Con un segno di responsabilità trasversale da parte di chi governa e ogni singolo cittadino. Il controllo è un elemento che dovrebbe avere il Ministero dell’interno.

Ho chiesto una particolare vigilanza. C’è una visione da Roma, lo dico con grande rispetto verso le istituzioni, che non ha appieno la percezione di un fenomeno come quello che potrebbe determinarsi nelle prossime ore. Spetta a noi governatori del sud attivarci, con la necessità di essere prudenti e non spaventati”.

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