Controlli a Timpazzo, sette ex dirigenti a giudizio: “Procedure corrette, denunciammo casi di sabotaggio”

 
0

Gela. “Le procedure previste vennero regolarmente rispettate come indicato nel giornale della discarica. Davanti ai guasti dei macchinari, i nostri operai procedevano anche a mano”.

I sopralluoghi a Timpazzo. Si è difesa in aula dalle accuse l’ex direttore della discarica Timpazzo Grazia Cosentino, attuale funzionaria dello staff del sindaco. Insieme a Francesco Liardo, Giuseppe Puleo, Paolo Alescio, Rocco Greco, Salvatore Stamilla e Concetta Meli, è finita a processo davanti al giudice Ersilia Guzzetta. Gli imputati devono rispondere di una serie di presunte irregolarità commesse nella gestione della discarica Timpazzo. Al centro delle contestazioni, ci sono due sopralluoghi condotti proprio all’interno del sito di conferimento dei rifiuti. “Durante il primo controllo – ha spiegato la funzionaria rispondendo alle domande del suo difensore di fiducia Giacomo Ventura – venne contestato il mancato funzionamento dell’impianto di triturazione e vagliatura dei rifiuti. In quel caso, però, come da procedure, i rifiuti non vennero abbancati ma furono collocati lungo i bordi delle vasche. In quel periodo ricevevamo anche i rifiuti degli Ato palermitani e, spesso, denunciammo casi di vero e proprio sabotaggio”. La funzionaria, all’epoca in comando all’Ato Cl2, ha escluso qualsiasi responsabilità anche sul fronte del fermo delle due torce per lo smaltimento del biogas. “Sicuramente – ha aggiunto – una era guasta e andava riparata. L’altra, invece, venne fermata per consentire l’intervento in sicurezza degli operai. Non potevamo mettere a repentaglio la loro incolumità”. Nel corso di un secondo sopralluogo effettuato all’interno del sito di conferimento, invece, alla funzionaria non sarebbe stato permesso neanche di raggiungere la discarica. Il commissario liquidatore dell’Ato Cl2, infatti, aveva già disposto il suo rientro nell’organigramma del Comune.

Due imputati non rispondono. Hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, invece, sia Francesco Liardo che Concetta Meli. I loro difensori di fiducia, con il consenso del pubblico ministero Giampiero Cortese, hanno chiesto l’acquisizione dei verbali d’interrogatorio. Intanto, lo stesso pm ha chiesto al giudice l’acquisizione dell’autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal ministero, nel 2008, proprio per consentire le attività di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti a Timpazzo. “Quando m’insediai – ha concluso la stessa Cosentino – solo pochissime prescrizioni dell’Aia erano state adottate. Su sessanta, solo due o tre erano già state attuate. Così, diedi priorità a quelle per la salvaguardia ambientale”. Altri testimoni verranno sentiti all’udienza del prossimo 3 marzo. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Giacomo Ventura, Antonio Gagliano, Maurizio Scicolone, Francesco La Rosa, Sebastiano Vassallo, Rocco Fasciana, Olimpia D’Arma e Vincenzo Scudieri.   

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here