Coordinamento comitati quartiere contro consiglio, “ingerenza politica su regolamento”

 
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Coordinamento prende le distanze dal consiglio

Gela. Il coordinamento dei comitati di quartiere non sa nulla del regolamento sui comitati di quartiere, da poco approvato dal consiglio comunale. Un controsenso, che però è la stretta sintesi di quanto sostenuto dal coordinamento. “Il Coordinamento ha appreso solo dalla stampa dell’approvazione del regolamento non avendo avuto alcuna possibilità di interloquire né con la commissione affari generali né con il consiglio comunale, in merito all’atto – dicono dal coordinamento – negli anni scorsi avevamo già presentato una proposta regolamentare, sulla quale era stata avviata una costruttiva interlocuzione con i componenti delle precedenti commissioni affari generali e bilancio oltre che con l’allora presidente del consiglio comunale Alessandra Ascia. Ciò che oggi fa riflettere è il fatto che l’attuale regolamento, disattendendo totalmente lo spirito di quello in discussione, abbia di fatto svuotato totalmente l’atto normativo concordato, eliminando la partecipazione attiva e concreta dei comitati, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione alle scelte amministrative e di bilancio”. Un attacco frontale che il coordinamento riserva al consiglio comunale ma non all’amministrazione del sindaco Lucio Greco.

“È inoltre evidente l’ingerenza politica che il consiglio comunale vuole esercitare sulle attività dei comitati avendo, l’attuale regolamento eliminato totalmente l’organismo di autoregolamentazione previsto ed avendo invece introdotto un controllo diretto delle commissioni consiliari e ciò in evidente e palese contrasto con gli scopi per cui i comitati di quartiere attualmente operano – continuano – inoltre ciò che fa seriamente riflettere è il fatto che il consiglio Comunale anziché agevolare l’interlocuzione con la città abbia di fatto implementato gli oneri a carico dei comitati di quartiere, disponendo l’obbligo, con relativi oneri economici, di iscrizione all’Agenzia delle Entrate unico ed esclusivo caso in Italia. La politica dovrebbe favorire la partecipazione cittadina riducendo gli oneri ed i balzelli burocratici. Questo regolamento va invece nella direzione opposta. I comitati spontanei di quartiere cittadini, in attesa di ulteriori sviluppi, continueranno ad esercitare le proprie attività di controllo e di promozione dei territori all’interno dei quali hanno sempre storicamente operato”. Il coordinamento si dissocia, nonostante la commissione affari generali, prima di arrivare alla stesura finale, abbia più volte incontrato diversi comitati di quartiere.

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