Crisi governo fa saltare investimento Eni? “Una Buona Idea”: “Lorefice faccia pressione su Costa”

 
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Il senatore Pietro Lorefice con il ministro grillino Luigi Di Maio

Gela. Come anticipato da questa testata, la crisi di governo rischia di far saltare, ancora prima di un’eventuale ripresa, il tavolo ministeriale sul protocollo di intesa di cinque anni fa, lasciando nel “limbo” anche la firma sulla proroga Via per i lavori della base gas di Eni, rientranti nel progetto Argo-Cassiopea. L’assessore allo sviluppo economico Terenziano Di Stefano e i sindacati non hanno nascosto che il pericolo c’è e hanno scritto al governo. Ora, sono i consiglieri comunali di “Una Buona Idea” (gruppo politico dello stesso Di Stefano) a chiedere uno scatto istituzionale e si rivolgono al senatore grillino Pietro Lorefice. “Ancora una volta il destino di molti lavoratori e padri di famiglia è a rischio – dicono Davide Sincero, Diego Iaglietti e Rosario Faraci – l’amministrazione comunale con a capo il sindaco Lucio Greco e l’assessore Terenziano Di Stefano hanno compiuto quegli atti necessari, che sono di loro competenza. Adesso, è urgente chiedere al parlamento risposte concrete. Chiediamo a gran voce al senatore Pietro Lorefice di fare pressione sul ministro Sergio Costa, di modo che venga compiuto l’unico gesto degno di nota di un governo fallimentare”. I tre consiglieri si riferiscono alla firma da apporre sugli atti per la proroga Via della base gas, dopo che c’è già stato il parere favorevole della commissione tecnica. “Diversamente, la città dovrà sapere che l’eventuale fallimento di un progetto imprescindibile per noi gelesi sarà dovuto alla responsabilità di due forze politiche. Da una parte, chi ha creato la crisi solo per fini elettorali, fuggendo dalle proprie responsabilità, e dall’altra chi ha accettato ogni condizione pur di stare al governo”.

Il gruppo consiliare di “Una Buona Idea”, davanti al rapido evolversi della crisi romana, parla di “una ruspa che distrugge il fragile equilibrio della maggioranza giallo-verde, azionata con cinismo e ferocia” e che potrebbe travolgere anche l’investimento sulla base gas. Sul banco politico degli imputati, salgono leghisti e grillini.

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