Da via Piermarini a Farello, “mappa” dello smaltimento illecito: Russello ai domiciliari

 
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I mezzi arrivavano nelle zone monitorate dagli investigatori

Gela. Ai domiciliari è finito il quarantenne Cristoforo Russello, che avrebbe più volte smaltito irregolarmente rifiuti speciali nelle aree, ora sequestrate su richiesta dei pm della procura. La sua pare essere la posizione principale nell’inchiesta che ha consentito ai magistrati e ai carabinieri del Noe di risalire ad una presunta filiera dello smaltimento illecito di rifiuti, soprattutto materiali di risulta, laterizi e resti di tipo edile. L’indagine avrebbe consentito di individuare un preciso modus operandi, con Russello che più volte avrebbe appiccato il fuoco per smaltire quello che abbandonava in aree a ridosso del perimetro urbano, ma assai isolate e non battute da controlli. Con il proprio mezzo, sequestrato così come quelli degli altri indagati attualmente a piede libero, avrebbe smaltito principalmente resti di attività edili e di costruzioni. Si sarebbe mosso anche con altri coinvolti. I “padroncini” sono stati il fulcro dell’attività degli investigatori che hanno messo gli occhi, anche quelli delle telecamere nascoste, in punti considerati cardine per lo smaltimento. Le discariche abusive di via Piermarini, di Poggio Blasco, via Tripisciano, via Salietti, via Beato Agostino Novello e Farello, sono state sottoposte a controlli costanti e l’inchiesta si è concentrata su attività di smaltimento risalenti alla scorsa estate. Sono precedenti di poche settimane a provvedimenti, eseguiti un anno fa per illeciti in un’area a Passo di Piazza. Rifiuti speciali venivano dati alle fiamme da altri “padroncini” del trasporto, che per abbattere i costi ed evitare i controlli avrebbero scelto aree rurali isolate, così da conferire indisturbati, dando poi alle fiamme i carichi. Per il procuratore capo Fernando Asaro e per il sostituto Gaetano Scuderi (che ha seguito questo troncone investigativo) i roghi dei rifiuti avrebbero creato danni ambientali, con il rilascio di sostanze pericolose. Incendi da anni segnalati dal direttore della Riserva Biviere, Emilio Giudice, che pubblicamente ha sottolineato che i roghi di rifiuti speciali e plastiche continuano ad essere appiccati, pure in aree vincolate.

Gran parte dei coinvolti in quest’ultima attività investigativa opera nel settore del trasporto dei materiali di risulta. Per gli investigatori si tratterebbe di “padroncini” abusivi, privi di permessi e autorizzazioni, previste invece dalle norme in materia. Russello, che attualmente è l’unico sotto misura restrittiva, sarà sentito dal gip (è difeso dall’avvocato Salvo Macrì). Nel corso dell’attività sono scattati i sequestri di almeno quindici mezzi per il trasporto dei carichi. Tutte le aree convertite in discariche abusive sono state affidate al sindaco Lucio Greco, in qualità di custode giudiziale. L’inchiesta è attualmente in corso.

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