Dati personali utilizzati dalla banca senza autorizzazione del cliente, sanzione da 100 mila euro

 
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Gela. Una maxi sanzione da centomila euro inflitta ad un istituto di credito bancario dopo i fatti verificatisi all’interno degli uffici cittadini. I funzionari di banca, secondo quanto accertato dal Garante nazionale per la protezione dei dati personali, avrebbero trattato informazioni personali di un cliente senza chiedere alcuna autorizzazione. Il caso sembrava essersi chiuso nel gennaio di un anno fa, quando i giudici civili del tribunale di Agrigento, ai quali si erano rivolti i legali dell’istituto, avevano deciso di bloccare l’efficacia del provvedimento. In sostanza, gli uffici del garante nazionale non avrebbero risposto in tempo alle osservazioni mosse dai legali dell’istituto di credito che, intanto, contestavano la sanzione da centomila euro. Dopo il verdetto dei magistrati agrigentini, proprio i legali del garante nazionale si sono rivolti direttamente alla Corte di cassazione. Per loro, infatti, la sanzione va applicata. I giudici romani, ribaltando quanto pronunciato da quelli del tribunale di Agrigento, hanno annullato con rinvio la decisione. In base al ricorso presentato dal garante nazionale, i giudici agrigentini avrebbero emesso una decisione non in linea con le richieste arrivate dai legali dell’istituto di credito. Al centro del contendere, il fatto che i funzionari della filiale gelese avessero raccolto dati personali di uno dei clienti utilizzando riprese video e applicando i sistemi di rilevazione biometrica. Rispetto a queste procedure, però, in base alla sanzione arrivata dal garante nazionale, non sarebbe stata richiesta alcuna autorizzazione al cliente. Adesso, i giudici di cassazione hanno dato ragione al ricorso presentato dai legali che assistono il garante nazionale. L’intero caso ritornerà sui tavoli dei giudici del tribunale civile di Agrigento

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