Dermatiti e schiuma in mare, nuove analisi ma Di Blasi si rivolge alla procura catanese

 
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Gela. Tornano ad accendersi i riflettori sulla foce del fiume Gela per un presunto allarme inquinamento. Militari della capitaneria di porto, tecnici dell’Arpa e dell’Asp sono intervenuti per monitorare la presenza di schiuma bianca su un vasto tratto di mare. L’intervento sarebbe stato sollecitato da alcuni bagnanti e ambientalisti. I tecnici dell’Arpa, sotto lo sguardo vigile del personale alla Guardia costiera, hanno effettuato alcuni prelievi che sono stati inviati ai laboratori nisseni.

In verità la presenza di schiuma bianca è stata segnalata per quasi tutta la stagione balneare non solo dagli ambientalisti Emanuele Amato e Saverio Di Blasi. Si è registrato anche un aumento di dermatiti a bagnanti, accertate dal personale medico del Pronto soccorso di via Palazzi. Anche quattro casi al giorno. In altre circostanze erano stati effettuati prelievi senza per questo conoscere gli esiti dello stato di salute del mare. Un iter contestato aspramente da Di Blasi che nell’accusare la procura gelese di presunto immobilismo conferma di avere presentato una relazione alla magistratura del tribunale di Catania.

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