Di Cristina traccia linea Pd, Provenzano alla direzione: “Ora Contratto sviluppo”

 
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Di Cristina ancora molto critico sulla gestione dell'emergenza sanitaria

Gela. Il collegamento politico diretto tra il ministro dem Giuseppe Provenzano e il partito territoriale si conferma anche a conclusione della direzione provinciale, convocata dal segretario Peppe Di Cristina. Anticipando quanto probabilmente comunicherà anche ai sindaci della provincia, il ministro apre ad un passaggio istituzionale che il Pd considera cruciale per le sorti del territorio, quello del Contratto istituzionale di sviluppo. L’esponente del governo Conte è convinto che per tentare la carta del rilancio economico, si possa utilizzare uno strumento già attuato in altre aree del sud Italia, ma non solo. Il Contratto istituzionale di sviluppo consentirebbe di favorire investimenti, concentrando risorse per infrastrutture e nuovi progetti nell’area locale, a partire dal territorio gelese. Sarebbe una strada che in parte è già stata percorsa con soluzioni come l’accordo di programma o la Zona economica speciale, che attende di entrare a regime. Al termine della direzione provinciale, Provenzano ha spiegato che “le nuove risorse europee in arrivo, non solo con il Recovery ma anche con la politica di coesione 2021-2027, ci impongono di mettere in campo una capacità progettuale al livello della sfida che abbiamo di fronte”. “Lavoreremo sulla digitalizzazione, sulla tutela ambientale, sulle infrastrutture sociali con particolare attenzione alle aree più fragili potenziando ancora di più la Snai. Presto – ha fatto sapere – avvieremo un confronto istituzionale con i sindaci del territorio per il Cis che dovrà coinvolgere la provincia e la Sicilia centrale. Il Pd dovrà essere capace di raccogliere le istanze dei cittadini ed essere un vero motore di cambiamento”. Dal ministro e dal suo staff arriva una conferma che per i dem può essere un punto di svolta, anche politico. Il segretario provinciale Di Cristina, che ha in Provenzano uno dei principali riferimenti all’interno del partito, da settimane è impegnato nel dialogo a distanza e il ministro sostiene la sua azione sul territorio. A questo punto, sarà poi lo stesso ministro ad avviare il tavolo con i sindaci, che già avrebbe dovuto avere un preludio in prefettura, slittato solo per concomitanti impegni istituzionali. La direzione, iniziata nel primo pomeriggio e protrattasi per alcune ore, ha consentito a Di Cristina di tracciare le priorità, partendo sempre dalla necessità di assicurare supporti al territorio. Il ministro è stato in videocollegamento.

“Più di 17.000 persone hanno lasciato questa provincia nel corso degli ultimi nove anni, si tratta di un dato spaventoso che imporrebbe una riflessione anche sui limiti dell’azione di governo nazionale e locale che abbiamo promosso in questa stagione. Insomma, un nuovo corso va aperto davvero. Noi pensiamo sia giunto il momento di aprire una discussione sul futuro della provincia nissena, su ciò che occorre fare per liberarne il potenziale di sviluppo e per far sì che esca dalla condizione di marginalità cui sembra destinata. Gli strumenti non mancano. Le Zes, le risorse di Agenda Urbana, quanto verrà dal nuovo ciclo di programmazione ordinaria, gli investimenti che deriveranno dal Next Generation Ue, la possibilità che si arrivi ad un contratto istituzionale di sviluppo che abbia questo territorio come capofila. Altre risorse possono essere attivate rivedendo criteri e finanziamenti della Snai ed attivando il protagonismo di quei comuni che potrebbero essere coinvolti nella Strategia per le aree interne. Altro ancora – ha detto il segretario nell’esporre la sua relazione – potrebbe venire direttamente dai territori, a partire da un impiego più sapiente della spesa pubblica. Ad esempio, attraverso un protocollo appalti che premi le filiere locali, il rispetto della dignità del lavoro e la sostenibilità ambientale. Strumenti e risorse ci sono, occorrono idee e visione. Noi pensiamo ad una provincia meglio collegata, percorribile in tempi ragionevoli da un capo all’altro; pensiamo ad un territorio che possa essere piattaforma logistica nel Mediterraneo con la valorizzazione del suo porto a Gela e dello snodo ferroviario di Xirbi a Caltanissetta. Pensiamo ad una provincia che riscopra le sue vocazioni produttive, partendo dalla riconversione industriale del gelese, dalla valorizzazione della filiera agricola nel centro e nel nord della provincia, dalla promozione delle straordinarie bellezze artistiche, paesaggistiche e culturali che possiamo offrire. Pensiamo ad un territorio che sappia essere luogo di ricerca e sperimentazione sui temi della salute, della qualità della vita, della sostenibilità ambientale, del dialogo tra culture”. L’iniziativa messa sul tavolo da Provenzano apre al Pd un’ulteriore prospettiva, anche amministrativa. Probabilmente, lo stesso sindaco Lucio Greco ne dovrà tenere conto.

2 Commenti

  1. Da Di Cristina e il PD, come sempre ,soltanto CHIACCHIERE, il segretario provinciale del PD , ha dimenticato in fretta , che a GOVERNARE la SICILIA , con CROCETTA e’stato il PD, per Gela la piu’ grande DISCRAZIA, dal dopo GUERRA ad oggi, inoltre per piu’ di 20 ANNI, il PD ha governato a Gela , ed i risultati sono EVIDENTI, fallimento TOTALE, ora il PD con il Ministro per il SUD PROVENZANO, il Vice Ministro dei 5 Stelle , il Senatore LOREFICE , ” chi la visto ?? “, invece di fare CHIACCHIERE, portino i Progetti ed i soldi , ed iniziano i lavori IMMEDIATAMENTE, solo cosi’ potranno acquisire un BRICIOLO di GREDIBILITA’, tutto il resto sono CHIACCHIERE e DISTINTIVO, come recitava un bel vecchio FILM.
    Da subito insieme al Governo Regionale , far partire i lotti dell’AUTOSTRADA GELA – SIRACUSA, perche’ non si capisce perche’ da GELA, non parta NESSUN LAVORO, per continuare con gli interventi di ANAS, completamente ASSENTE sul territorio, se non per mettere delle PEZZE.

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