Dighe del territorio, assegnati lavori strumentazione: studio su sicurezza Comunelli e Cimia

 
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L'acqua delle dighe finisce troppo spesso in mare

Gela. I troppi limiti strutturali delle dighe del territorio sono tra le cause di un settore agricolo locale che stenta, adesso sferzato anche dalla crisi generata dall’emergenza Covid. Negli ultimi giorni, gli agricoltori sono ritornati a chiedere interventi, di modo da avere l’acqua dagli invasi artificiali, così da non dover operare sempre in bilico e senza avere forniture idriche adeguate. Dalla Regione, a fine marzo, sono stati autorizzati interventi che, seppur in parte, potrebbero attenuare i disagi. C’è stata l’assegnazione dei lavori per il miglioramento della strumentazione di controllo delle dighe Cimia e Comunelli. Nel primo caso, i lavori sono stati assegnati alla palermitana Globalgeo, per un totale di circa 117 mila euro; a Comunelli, invece, interverrà l’agrigentina Geoservice, per un ammontare di poco inferiore ai 90 mila euro. Appalti che riguardano esclusivamente l’adeguamento della strumentazione di controllo di entrambi gli invasi. Un passo in avanti, anche se i tempi non si prospettano brevi, è stato mosso anche sulla progettazione degli studi che dovranno servire a valutare la tenuta statica dell’invaso di Comunelli, ormai da anni attivo a scartamento ridotto. Troppo spesso, per deficit di tenuta, l’acqua viene scaricata in mare, causando danni enormi agli agricoltori del territorio. Il dipartimento acqua e rifiuti, con la firma del dirigente generale Salvo Cocina, ha individuato il collaboratore tecnico che affiancherà il direttore dell’esecuzione del contratto per il servizio di architettura e ingegneria dello studio di “rivalutazione della sicurezza sismica del corpo diga e delle opere accessorie”. Inoltre, si prevede uno studio idrologico-idraulico e geotecnico per l’incremento della sicurezza della diga. E’ prevista una copertura finanziaria di almeno 362 mila euro.

Si muove l’iter anche per quanto riguarda Cimia, dove invece è prevista una rivalutazione della sicurezza sismica e idrologica-idraulica per la “verifica del franco” e lo studio dei “moti di filtrazione”, tutti finalizzati agli interventi di manutenzione straordinaria. E’ stato scelto un funzionario del Drar per ricoprire l’incarico di direttore dell’esecuzione del contratto. Sono fondi, questi come quelli stanziati per il miglioramento della strumentazione di controllo, che rientrano tra le risorse finanziarie stanziate per incrementare la sicurezza delle dighe della Regione.

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