Dona 800 euro per sostenere la ricerca sul cancro di Veronesi

 
0

Gela. L’associazione Body Art di cui è presidente Peppe Di Vara ha donato il contributo ricevuto dal comune per sostenere la ricerca sul cancro. Un convegno con Veronesi si terrà giovedì presso la sala congressi dell’hotel Villa Peretti.

Tra i relatori è prevista la presenza del noto ricercatore Umberto Veronesi. L’iniziativa nasce dalla volontà di terminare un percorso iniziato lo scorso maggio con il primo memorial dedicato a Giovanni Catania, moglie di Di Vara. “Giovanna faceva parte dell’associazione “fondere assistenza ricerca cancro e cultura” – dice Angela Lo bello- quando venne a mancare due anni fa, abbiamo deciso di dedicarle una raccolta fondi. Adesso dopo aver ricevuto un contributo, Peppe Di Vara ha saldato un conto che per noi era già chiuso, perché lo scopo era ricordare Giovanna”.

Gli 800 euro donati serviranno anche per finanziare un convegno in cui l’attenzione si concentrerà sulla prevenzione al cancro, sulle cure e sull’orientamento. “Perchè i pazienti non devono viaggiare – ha concluso l’oncologo Roberto Valenza- ma devono viaggiare i farmaci”.

Scegliere il luogo dove potersi curare è un diritto di ogni cittadino e uno stimolo per le aziende locali a migliorarsi. La mobilità sanitaria, però, è anche traumatica per il paziente, soprattutto quando è vissuta non come diritto ma come necessità: o perché sul territorio non ci sono strutture adeguate o perché non se ne conosce l’esistenza. Partendo da questo deficit di conoscenza nasce il convegno del 21 novembre dal titolo “Cancro: Gela parla di cure, prevenzione e orientamento”. Un primo momento di incontro per divulgare l’esperienza gelese. L’ospedale Vittorio Emanuele di Gela ha un reparto oncologico dotato di strutture e personale capaci di rispondere adeguatamente a molti dei casi di cancro della città e del territorio circostante.

 Roberto Valenza, direttore dell’unità operativa Oncologia dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela. “L’idea del convegno è partita dai pazienti – dice il direttore dell’unità operativa – cioè da quei cittadini gelesi che vanno lontano a farsi curare, ignorando l’esistenza del nostro reparto. In alcuni casi è necessario spostarsi, ma in altri la terapia può essere condotta vicino al luogo di residenza”. “Quando una persona viene colpita da una patologia tumorale si trova smarrita, non sa dove andare e spesso lascia trascorrere tempo prezioso, in cui la malattia avanza -dice Angela Lo Bello, presidente dell’associazione FARC&C (Fondere Assistenza Ricerca Cancro & Cultura). “Spesso, oltre ai costi del viaggio e di mantenimento lontano da casa, si subisce anche il trauma di spezzare i legami con familiari e amici, fondamentali per affrontare nel modo corretto il male. Col nostro sportello – prosegue Angela Lo Bello – diamo una mano a chi riceve una diagnosi di tumore, cercando di ricreare all’interno dell’ospedale un clima familiare, anche con momenti di svago, diffondendo così una cultura di apertura e confronto fra i pazienti e il territorio e di prevenzione fra tutti i cittadini”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here