Dopo avvio green refinery incontro Eni-sindacati: “Btu verrà consegnato a giugno 2020”

 
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I segretari hanno chiesto un incontro alla dirigenza

Gela. Un incontro che i sindacati hanno voluto subito dopo il varo ufficiale della nuova green refinery. Dopo il tavolo con i manager di Enimed, ieri le segreterie provinciali di Filctem, Femca e Uiltec hanno avuto un confronto con i vertici di Raffineria. Al centro delle valutazioni, c’è soprattutto l’effettiva capacità produttiva della filiera dei carburanti sostenibili. Come annunciato dall’azienda, risale a qualche giorno fa la partenza del primo carico. I segretari Gaetano Catania, Francesco Emiliani e Maurizio Castania attendono che le verifiche vengano completate a pieno regime. “L’obiettivo – spiegano – deve essere il rispetto dei livelli produttivi sanciti nel protocollo di intesa. Avremmo dati certi tra circa cinquanta giorni”. In questa prima fase, continuano le prove tecniche, in attesa di raggiungere la capacità massima. Tra le priorità sindacali, c’è la necessità di avere certezze occupazionali. Dal ministero dell’ambiente deve ancora arrivare la firma alla proroga Via per la base gas, mentre in raffineria si attende l’avvio dei lavori dell’impianto Btu. “La fase di acquisizione dei materiali e dei macchinari – dicono ancora i segretari – è stata completata. Adesso, dovrà partire la prima fase dei lavori edili. L’azienda ha previsto la consegna dell’impianto a giugno 2020. Non è un cantiere che potrà occupare la stessa forza lavoro di quelli della green refinery, ma in ogni caso è una boccata di ossigeno, anche per l’indotto”.

In ogni caso, i numeri occupazionali, in questa fase, sono in calo e le segreterie sindacali cercheranno di strappare ulteriori impegni all’azienda, in attesa che gli investimenti fissati nel protocollo di intesa di cinque anni fa si concretizzino integralmente. Sindacati e amministrazione comunale, in piena estate, hanno scritto al governo, nel tentativo di riaprire il tavolo sugli sviluppi del protocollo. Da allora, però, da Roma non è arrivata alcuna risposta, neanche alle segreterie nazionali delle sigle sindacali di settore.

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