Dopo i contatori Caltaqua “taglia” anche il personale: annunciati 48 licenziamenti

 
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Gela. Caltaqua taglia. Questa volta non i contatori, ma il personale. Partono le raccomandate alle segreterie sindacali, Confindustria e Centro per l’Impiego. La società spagnola annuncia il licenziamento di 48 unità.

E questa volta non ci saranno smentite. Già decisi i profili, non ancora i nominativi. Nella lettera Caltaqua spiega le motivazioni che hanno portato a licenziare 48 dipendenti. Sin dall’inizio della convenzione sarebbe stata riscontrato un grave squilibrio economico mettendo a confronto il piano di spesa dalle voci di ricavo. Sotto accusa il Piano di ambito del 2002 elaborato dall’Ato. Il primo buco è stato creato nel triennio 2006/2008, con una negatività di 10,5 milioni di euro (9 per costi operativi e 1,056 per minori entrate). Lo scostamento dei costi non è stato riconosciuto aggravando la crisi dell’azienda.  Le perdite, al 31 dicembre 2010, sono di oltre 6 milioni di euro. Nel primo semestre 2011 si registra una ulteriore perdita di 2 milioni di euro. L’aumento di capitale sociale di 6 milioni non è bastato a recuperare solidità finanziaria. I solleciti all’Ato sono stati inutili, portando Caltaqua a prendere una decisione drastica. Gli spagnoli criticano duramente anche il mancato adeguamento delle tariffe. Le prime conseguenze sono state le chiusure ddegli uffici di San Cataldo, cui seguiranno anche Niscemi e Mazzarino. Ed il livello di indebitamento raggiunto sembra destinato a non arrestarsi. Da qui la decisione di ridurre il personale, che non risolverà i problemi di Caltaqua. Licenziando 48 unità non diminuisce il buco e non aumentano le entrate. Caltaqua dice che non sono ipotizzabili misure alternative ai licenziamenti per assicurare una continuità di servizio, pur dovendo ottimizzare le risorse. La società iberica risparmierà 1 milione e mezzo di euro l’anno.

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