Due miliardi inutilizzati dall’Anas che vuole il Cas, Falcone: “Investimenti negati”

 
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Da sinistra: Pino Federico e Marco Falcone

Gela. Due miliardi di euro disponibili per le infrastrutture siciliane ma accantonati nelle casse dell’Anas che mira ad acquisire il Cas (Consorzio autostrade siciliane) dopo il recente ingresso al gruppo Ferrovie dello Stato. Per il governo Musumeci, “l’Anas è un ente statale “carrozzone” responsabile, nel meridione, di immobilismo e capace di dirottare consulenze e progettazioni verso società specializzate del nord Italia senza, per questo, garantire programmazione nell’isola”. A puntare l’indice accusatorio contro l’Anas è l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, che si oppone alla cessione del Cas “in contrasto ad una colonizzazione della Sicilia anche per la gestione delle infrastrutture” e annuncia una lotta politica senza precedenti. “Nel territorio gelese sono state chiuse linee ferroviarie perché considerate rami secchi – accusa Falcone – e congelate somme disponibili per infrastrutture importanti”.

La lista degli investimenti cancellati e in programmazione che interessano il territorio gelese, oltre l’incompiuta “Siracusa-Gela”, autostrada ferma ancora alla realizzazione dello svincolo Noto-Pachino, va dall’asse “Nord-sud” al raddoppio della Gela-Catania e agli investimenti sia sulla rete ferroviaria che per la ss626 e la ss115 per Vittoria.
Un miliardo di euro ancora disponibili.
“L’Anas ha in cassa due miliardi di euro per riqualificare le strade dell’isola ma non progetta e spende da decenni – ricorda Falcone – Una delibera del Cipe del 2016 ha liberato 1 miliardo e 54 milioni di euro, soldi che restano inutilizzati, tranne per affidamenti di fattibilità inoltrati a società di Milano e Torino. Abbiamo detto che le decisioni politiche spettano a noi. Per l’Anas la Santo Stefano di Camastra-Gela, ovvero la Nord-Sud, sarebbe una strada per le pecore che attraversa campagne e zone abbandonate. Per noi, invece, diventa un incentivo contro la desertificazione e una scelta contro le troppe politiche di chiusura e dismissione”.
Investimenti reali per il territorio gelese.
“Sono previsti 313 milioni per la ss626, ovvero la vostra circonvallazione – aggiunge l’assessore regionale alle Infrastrutture – altri 150 milioni per la ss115 in direzione Vittoria, 100 milioni per mettere in sicurezza la Gela-Catania eliminando gli accessi a raso, che rappresentano il 72 per cento delle cause di incidenti anche mortali, invece degli 800 milioni persi per il raddoppio, che invece interesserà il tratto Gela-Caltagirone”.
Progettazioni anche al sud e nuova occupazione.
“Abbiamo detto di dirottare 44 milioni di euro per le progettazioni di altre opere – conclude Marco Falcone – che a distanza di nove mesi non sono stati utilizzati, a società e centro specializzati di Catania, Messina e Palermo per dare un reale sbocco lavorativo a molti giovani professionisti tra architetti e geometri siciliani. Attualmente le progettazioni con evidenza pubbliche finiscono a Torino e Milano”.

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