“E’ emergenza nell’emergenza”, D’Arma: “Finanziamenti a fondo perduto per ripartire”

 
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D'Arma è stato eletto vicepresidente della Consula

Gela. In una situazione di crisi che a breve rischia di ampliarsi ancora di più, c’è la necessità di sostenere settori come il commercio, l’artigianato e il turismo. Per il vicepresidente di Confcommercio locale Rocco D’Arma (che è anche responsabile del settore turismo dell’associazione datoriale), se necessario, servirà anche un finanziamento a fondo perduto. “Ci saranno chiusure, licenziamenti e nuovi poveri, forse troppi, e la probabilità che scoppi una bomba sociale è altissima. Abbiamo il dovere di provare ad evitare che tutto ciò accada e chiediamo con forza e con convinzione alle istituzioni, tutte, – dice – di trovare una forma concreta di aiuto alle piccole e piccolissime attività commerciali artigianali di servizio e professionali che rischiano l’immediata chiusura, perché fra qualche settimana non saranno più in grado di affrontare il pagamento di spese correnti, spese di affitti, ratei e mutui. Reputiamo che l’unica soluzione attuabile e praticabile sia l’erogazione di un piccolo finanziamento a fondo perduto, come già fatto dalla Germania, dalla Svizzera e dalla Francia, attingendo da qualsiasi fonte e risorsa disponibile a partire dall’Europa e a finire a livello locale”. Confcommercio locale sostiene le misure proposte nel corso del consiglio comunale di giovedì, ma guarda anche alla realizzazione di strutture ricettive, che non abbiamo un impatto ambientale tale da mettere a repentaglio l’equilibrio del territorio.

“E’ apprezzabile la volontà della semplificazione delle procedure urbanistiche con l’auspicio che possa ripartire un settore, l’edilizia, che è stato trainante per l’economia locale, ma non dimentichiamo che Gela è in eccesso di patrimonio edilizio. Al contempo, se si pensa ad una rivisitazione urbanistica della zona C3 di Manfria, Roccazzelle, Femmina Morta e Piano Marina, non si potrà prescindere dalla previsione e dalla possibilità di realizzare strutture turistico-ricettive non invasive nel rispetto delle norme, dell’ambiente e della sostenibilità. Non dimentichiamo che nel settore turistico ricettivo in termini occupazionali, tra diretto e indotto viene generato un posto di lavoro stagionale per ogni unità abitativa, camera o appartamento – continua – di destinazione d’uso e della valorizzazione del centro storico se ne parla da anni, speriamo che sia la volta buona. E’ apprezzabile anche l’istituzione di un tavolo tecnico permanente per l’economia, purché sia snello ed efficace. Non dobbiamo dimenticare però che prima abbiamo bisogno di misure concrete ed immediate per l’economia della città, dobbiamo pensare a quelle 1500 attività che rischiano di scomparire nell’arco di qualche settimana. Oggi con la pandemia non ci ritroviamo a gestire il problema di come creare occupazione, ma di come salvare l’occupazione”. Secondo D’Arma, la città vive “un’emergenza nell’emergenza” e a rischio ci sono almeno 4 mila posti di lavoro, soprattutto senza strumenti di supporto adeguati.

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