Emergenza sanità, Cgil: “Nessuna risposta da Asp, serve tavolo anche con prefetto”

 
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Gela. L’emergenza è conclamata, anche secondo i sindacalisti della Cgil. Sull’attuale situazione del sistema sanitario locale il segretario confederale Rosanna Moncada e il responsabile Fp-Cgil Angelo Polizzi chiedono riscontri alle istituzioni locali. “Un tavolo con Asp, prefetto  e a tutti coloro, politica e non, che hanno a cuore la difesa del diritto alla salute, l’apertura di un tavolo di confronto al fine di analizzare la situazione reale della sanità provinciale, senza pregiudizi e con il solo fine di trovare tutti insieme le più idonee soluzioni a garantire il benessere di tutti”, spiegano. “Come Cgil ci schieriamo a difesa di tutti quei cittadini che si vedono sottratti ogni giorno servizi di fondamentale importanza come è il servizio di Rianimazione presso i presidi ospedalieri o l’accesso alle cure d’urgenza, rimaste oramai l’unica certezza per risposte immediate e che non possono essere demandati ad un unico operatore per turno. Quanto si paventa per l’ospedale di Gela ci preoccupa e ci allarma in considerazione del fatto che la città  non sarà l’unico presidio sanitario che è costretto a fare i conti con la crisi del sistema sanitario della orovincia con le conseguenze di politiche di tagli, di blocchi dei turn-over e delle mancate assunzioni del personale necessario, ma da Gela vogliamo far partire la nostra rivendicazione per garantire i servizi previsti dai Lea ed evitare che la carenza del personale il sopraggiungere del periodo estivo che sicuramente dovrà prevedere la fruizione delle ferie, il giusto diritto al riposo per gli operatori sanitari non possa tradurre in realtà, in drammatica realtà, quello che traspare dalle diverse informazioni che riceviamo”, aggiungono.

Ieri, i vertici del sindacato si sono recati al nosocomio di Caposoprano. Il sindaco Lucio Greco, a poche ore dal sit-in del comitato “Sos Vittorio Emanuele”, ha annunciato un incontro per la prossima settimana. “Abbiamo più volte chiesto un incontro alla direzione aziendale per fare il punto su quella che è la sanità a livello locale, senza mai alcun riscontro. Abbiamo solo avuto occasione di leggere interventi di politici locali, di qualsiasi schieramento, e talora con toni che hanno quasi mortificato il personale sanitario, come se l’impossibilità o la lentezza nel garantire i servizi fosse una colpa da ascrivere a loro, ma mai nessuno tra politici e amministratori ha affrontato seriamente il problema ne’ tanto meno ha mai proposto eventuali possibili soluzioni, adducendo come scusante addirittura la mancata nomina dei primari”, dicono ancora Moncada e Polizzi.

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