“Eni deve pagare l’Imu e l’Ici sulle piattaforme”, in Comune si studiano gli atti dopo il caso di Ragusa

 
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Gela. Le piattaforme “Perla” e “Prezioso”, appartenenti al gruppo Enimed, potrebbero garantire guadagni milionari alle casse del Comune.

Incontro con il dirigente. Ad affermarlo è il neo assessore al Bilancio e tributi, Fabrizio Morello, secondo il quale “si potrebbe fare pagare al colosso energetico del cane a sei zampe rette milionarie relative alle imposte locali mai corrisposte, perché titolari delle due piattaforme”. L’assessore e commercialista si è messo subito al lavoro, incontrando la dirigente del settore Urbanistica, Simonetta Guzzardi. Insieme si starebbe lavorando per rispolverare una vecchia istanza per richiamare uno studio avviato da tempo da Morello. A gasare gli animi sarebbe stato il recente provvedimento che ha permesso ai militari della guardia di finanza del nucleo di polizia tributaria di Ragusa di sanzionare la piattaforma petrolifera Vega e (Edison) emettendo un verbale da 30 milioni di euro. Le fiamme gialle, per la prima volta, hanno motivato le contestazioni con un accertamento “in loco”. Proprio quest’aspetto potrebbe avere effetti rilevanti, consentendo di ampliare i proventi legati all’attività di estrazione in tutti quei territori che fino ad oggi si sono “accontentati” delle royalties.

“Non sono aree internazionali”. “In effetti qualcosa in passato era stata fatta – ammette la dirigente Guzzardi – vedremo come potremo agire negli interessi della collettività”. Secondo l’assessore al Bilancio “le due piattaforme esistenti non sono in aree internazionali – assicura Morello – ecco perché possiamo chiedere il pagamento dell’Imu e della vecchia Ici, almeno per gli ultimi cinque anni”, anche se nel 2005 una sentenza della Cassazione ha riconosciuto il potere impositivo Ici dei Comuni. Intanto, insieme a tanti altri municipi costieri, anche quello di Gela ha avanzato una richiesta all’Eni, società petrolifera, di pagamento dell’imposta per l’attività avviata sia dalle trivelle in terra ferma che dalle piattaforme. La richiesta del Comune potrebbe essere ampliata dalla realizzazione di una nuova piattaforma, prevista nell’investimento da 2,2 miliardi di euro sottoscritto al Mise.

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