“Eni intervenga per ospedale Vittorio Emanuele”, Pd: “Politica si attivi senza divisioni”

 
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Di Cristina, Favitta e l'ex ministro Giuseppe Provenzano (immagini di repertorio)

Gela. Il sostegno finanziario deciso da Eni per diversi ospedali della penisola ammonta in totale a trenta milioni di euro. L’azienda ha deciso di intervenire nell’emergenza Coronavirus e sta finanziando iniziative a supporto di nosocomi in prima linea e di quelli che si trovano in aree territoriali che ospitano propri siti produttivi. “Sarebbe un grande segnale per la città se lo facesse anche con il “Vittorio Emanuele” – dice il segretario cittadino del Pd Peppe Di Cristina – noi ci stiamo già attivando con tutti i nostri canali istituzionali, a Palermo e Roma. In una fase come questa, anche in città bisogna avere un approccio costruttivo e dialogante”. Negli scorsi giorni, l’intervento di Eni per l’acquisto di presidi sanitari e per la messa a disposizione di strutture era stato chiesto dalla commissione consiliare sanità, che tra gli altri vede come componente il consigliere comunale dem Gaetano Orlando. Per i democratici, Eni può dare un segnale concreto, che lascerebbe traccia a livello locale.

Su questo fronte, spinge l’intera segreteria cittadina del partito. “Politica, azienda e sanità locale devono fare squadra – dice Giuseppe Favitta della segreteria democratica – solo in questo modo si potrà dare una vera mano d’aiuto all’ospedale e al sistema cittadino che si trovano a fronteggiare un’emergenza senza precedenti. Mi risulta che Eni avrebbe già messo in campo alcuni interventi per il nosocomio locale, ma sicuramente ci possono essere tutte le condizioni per andare anche oltre. La politica tutta, senza distinzioni tra maggioranza e opposizione, deve agire dialogando con l’azienda e con le istituzioni”. Tra i punti programmatici del rilancio amministrativo, i dem nelle loro proposte hanno attribuito centralità al rapporto con Eni, in una chiave diversa rispetto al passato, e anche questa richiesta, in una fase tanto difficile, sembra rientrare nella nuova visione. La stessa multinazionale ha ormai chiaro il bisogno di riparare le conseguenze che sul territorio sono state prodotte da pesanti processi industriali.

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