Ex sindaco e assessori indagati per la “pratica Presti”: poliziotti acquisirono atti in Comune

 
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Gela. Furono i poliziotti del commissariato ad acquisire gran parte della documentazione tecnica, accedendo direttamente negli uffici del Comune. Era già in corso un’inchiesta su presunte irregolarità nel rilascio dei certificati di agibilità dello stadio “Vincenzo Presti”. I pm della procura, pare dopo un esposto, avviarono verifiche sull’agibilità dell’impianto per la stagione 2017-2018. Ora, hanno chiuso le indagini. Si ipotizza l’abuso d’ufficio, perché l’impianto sarebbe stato autorizzato, “forzando” le procedure. Le contestazioni vengono mosse a diversi esponenti dell’ex amministrazione comunale, a cominciare dall’allora sindaco Domenico Messinese. Insieme a lui, ci sono gli assessori succedutisi nella gestione della “pratica Presti”. Risultano indagati Rocco D’Arma, Maurizio Melfa e Giovambattista Mauro. Ma gli approfondimenti sono stati estesi a dirigenti e tecnici comunali e dell’Asp, oltre che a responsabili del corpo dei vigili del fuoco. Sotto osservazione, le procedure autorizzative dell’impianto, della gradinata nord e della tribuna scoperta. Sarebbe mancato un certificato di idoneità statica decennale.

L’ex amministrazione e i tecnici dell’ente avrebbero comunque proceduto al rilascio delle autorizzazioni, anche senza passare dalla commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Presunte irregolarità procedurali avrebbero riguardato pure l’interdizione parziale della gradinata nord. Una filiera che tocca il dirigente comunale Raffaella Galanti, i tecnici Maurizio Tranchina, Guido Catalano, Anselmo Serio, Rosario Città, Davide Riccelli, Alberto Cilia, i funzionari dell’Asp Giuseppe Piva e Carmelo Campisi e i vigili del fuoco Francesco Turco e Raffaele Greco.

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