“Fateci riaprire con i controlli”, esercenti al prefetto: “Si rischiano gravi gesti”

 
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Una protesta dei commercianti

Gela. La crisi e le restrizioni anti-contagio stanno mettendo a dura prova molti settori economici della città. I vertici locali di Confcommercio e Confesercenti hanno scritto al prefetto di Caltanissetta Cosima Di Stani e chiedono esplicitamente di riaprire le attività, prevedendo ancora più controlli. “Riteniamo che non dare la possibilità ad un negozio, che ha seguito tutti i parametri e le linee guide per il contingentamento della clientela e la tutela del personale, con ingenti investimenti economici, significhi privarlo del diritto alla libera impresa e al lavoro previsto dalla Costituzione, anche perché anche in questo caso tale comparto non ha registrato in nessuna Regione potenziali focolai. A questo vogliamo aggiungere la criticità non solo economica causata oltre dal mancato guadagno e dall’invariato aggravio dei costi di canoni di locazione, utenze e costi vari – scrivono – anche dall’evidente rischio di rapporti bancari, in quanto le forniture dei negozi a differenza di altre attività risultano essere più gravose e impegnative per cui nel normale asset lavorativo i negozi di abbigliamento spalmano il pagamento delle forniture alle aziende fornitrici. I titoli di credito vedono la loro fisiologica scadenza nei mesi che vanno da dicembre a marzo. Ovviamente, l’istituzione della zona rossa da parte del governatore e consequenzialmente la chiusura di tali comparti economici sottopone a rischio protesto”. Le organizzazioni datoriali fanno riferimento anche all’attuale situazione delle palestre, chiuse, dei ristoranti e dei bar. Tante attività, soprattutto nel settore dell’abbigliamento, non hanno avuto alcuna possibilità di avere riscontri economici né a Natale né, a questo punto, durante il periodo dei saldi. Secondo la missiva inviata al prefetto, mancano certezze sui ristori, ritenuti comunque non sufficienti.

“In merito al capitolo ristori chiediamo di sollecitare il governo in una più celere azione di intervento, mentre in merito ai ristori contenuti nella finanziaria regionale sono stati esclusi molteplici attori economici che hanno subito un crollo di fatturato a causa delle restrizioni Covid – si legge ancora – pretendendo che tali attività fossero in regola con il Durc. Come può ben capire, la necessità di aiuto concreta dovrebbe evitare ogni sorta di cavillo in quanto non dare supporto economico ad una attività che già viveva delle criticità economiche per cui non aveva avuto la possibilità di mettersi in regola con il pagamento dei tributi, non farebbe altro che decretarne la potenziale morte commerciale”. Le organizzazioni datoriali parlano di effetti gravi anche sulla vita degli esercenti. Parlano di un netto aumento dell’uso di psicofarmaci e del pericolo concreto di “gesti gravi e irrimediabili”.

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