Fatture false e aziende trasformate in “cartiere” per aggirare il fisco, arrivano le condanne

 
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Gela. Una serie di aziende utilizzate solo come cartiere per emettere false fatture.

Il giro di società. Dopo il blitz “Stack of paper”, arrivano le prime condanne. Il giudice dell’udienza preliminare, infatti, ha emesso il proprio verdetto nei confronti dell’imprenditore Antonio Palena, di Emanuele Gauci e Pietro Caruso. Sarebbero stati loro i referenti delle società finite sotto verifica. Un anno di reclusione, con pena sospesa, per Palena; undici mesi per Gauci; un anno e un mese per Caruso. La decisione letta dal gup è sicuramente molto più lieve rispetto alle richieste arrivate dalla pubblica accusa. Il pm, infatti, chiedeva la condanna a due anni e otto mesi per Antonio Palena, a tre anni e quattro mesi per Emanuele Gauci e a tre anni e sei mesi per Pietro Caruso. I difensori dei tre imputati, tutti giudicati con il rito abbreviato, gli avvocati Giacomo Ventura e Flavio Sinatra, hanno ricostruito l’intera vicenda depositando una vasta documentazione fiscale dalla quale emergeva un netto ridimensionamento delle accuse. Lo stesso gup ha riconosciuto le attenuanti generiche.

Il ruolo di Fabio Fasulo. Nell’operazione, finì anche l’imprenditore Fabio Fasulo. Sarebbe stato lui ad organizzare il giro di società per frodare il fisco. Fasulo è stato rinviato a giudizio insieme all’agrigentino Roberto Li Calzi. Secondo il difensore di quest’ultimo, l’avvocato Giusy Ialazzo, il suo ruolo sarebbe stato solo quello di una sorta di prestanome inconsapevole delle tante operazioni finanziarie che, intanto, venivano condotte. Gli accertamenti vennero effettuati dai militari della guardia di finanza e dai colleghi della polizia giudiziaria in forza alla procura.

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