“Fuori le mura”, l’arte per il riscatto dei detenuti

 
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Gela. È stata consegnata l’opera d’arte realizzata da undici detenuti del carcere di Balate durante uno dei laboratori promossi dal progetto Fuori Le Mura, finanziato dalla Fondazione Con il Sud e guidato dalla cooperativa catanese Prospettiva Futuro, in collaborazione con l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE) di Caltanissetta-Enna. Le attività di arteterapia guidate dallo psicoterapeuta espressivo Giovanni Quadrio e all’artista Luigi Giocolano, con il supporto della mediatrice penale Selenia Campanaro, hanno permesso ai soggetti coinvolti disperimentare la trash art e realizzare una splendida scultura donata al Comune. Una Gorgone coloratissima, alta due metri e mezzo, creata con una serie di piastrelle spezzate regalate dai ceramisti della zona. “Si è trattato di un laboratorio ricco di entusiasmo e partecipazione – racconta lo psicoterapeuta espressivo Giovanni Quadrio – un vero e proprio crescendo via via che la splendida Gorgone ha preso vita sotto i nostri occhi. Ancora una volta l’arte ha dimostrato di essere uno strumento straordinario di risarcimento per la persona e per la società tutta”. “Per me è stata un’esperienza fortissima – racconta l’artista Luigi Giocolano – la prima in assoluto in un carcere. Mi sento molto onorato di ciò che mi è stato donato da tutti coloro che hanno preso parte al laboratorio e hanno dato vita all’opera, lavorando senza sosta e con grande entusiasmo”. Proprio nel corso dell’incontro svoltosi giovedì presso il Circolo Arci “Le Nuvole”, il sindaco Lucio Greco e l’assessore ai servizi sociali Nadia Gnoffo hanno ricevuto l’opera in dono, con la promessa di esporla prossimamente in un’area degradata della città. Durante la conferenza inoltre sono state illustrate le finalità risocializzanti deilaboratori che stanno proseguendo e daranno vita ad un’ulteriore opera d’arte che contribuirà anch’essa a regalare bellezza alla città. “Voglio esprimere un sentito ringraziamento – ha detto il sindaco Lucio Greco – a quanti, a vario titolo, hanno collaborato per l’ottima riuscita di questa iniziativa. La valenza sociale del progetto “Fuori Le Mura” è innegabile, perché se è vero che lo Stato deve garantire una giustizia equa, è anche vero che il rispetto della dignità umana si pone al di sopra di ogni cosa. L’arte che entra in car-cere e diviene uno strumento per riscoprire se stessi e i propri talenti, diventa un percorso che ci restituisce una bellissima immagine, fatta di tante storie diverse che, attraverso mille strade, si sono incrociate. Come amministrazione comunale siamo alla ricerca dell’area migliore nella quale allocare questa bellissima opera, con il suo carico di messaggi improntati al riscatto. Lo stesso riscatto di cui ha bisogno la nostra città. Per questo vogliamo scegliere bene e, non appena tutto sarà pronto, sarà nostra cura comunicarvi le nostre decisioni”.

“Siamo felici di poter valorizzare un angolo della città – ha aggiunto l’assessore ai servizi sociali Nadia Gnoffo – con un’opera d’arte creata con materiali di riciclo dai ragazzi della Casa Circondariale di Balate. Quest’opera racchiude un triplice messaggio: quello dell’inclusione, del rispetto dell’ambiente e della collaborazione tra gli enti. Grazie a chi ha reso possibile questo progetto e ai ragazzi che lo hanno realizzato. Da oggi un angolo della città è più bello grazie a loro”.
L’interessante dibattito è stato guidato da Rosanna Provenzano, Direttore Uepe Caltanissetta, Domenico Palermo, responsabile del progetto Fuori Le Mura, Luciana Carfì, Presidente del circolo Arci “Le Nuvole” , dallo psicoterapeuta espressivo Giovanni Quadrio e dall’artista Luigi Giocolano. “Il progetto Fuori Le Mura – afferma Rosanna Provenzano, direttrice dell’Uepe Caltanissetta– avvalora l’idea dello sviluppo delle comunità locali nell’ottica della giustizia riparativa. La gustizia intesa in senso ampio come un ombrello che deve garantire l’equilibrio delle parti, a protezione della comunità stessa. Tutti abbiamo il diritto e il dovere di sentirci attori sociali, noi istituzioni dobbiamo essere vicini alla comunità per renderla inclusiva. I laboratori ideati in questo percorso vogliono agire sul valore della legalità, sia per i detenuti che per la comunità stessa, attraverso il concetto di rigenerazione personale e globale”.
Hanno partecipato anche il prefetto di Caltanissetta Chiara Armenia, il presidente del tribunale Roberto Riggio, il procuratore Fernando Asaro, Renata Giunta presidente del Tribunale di Sorveglianza di Caltanissetta, Emanuele Ricifari Questore di Caltanissetta, la Direttrice della Casa Circondariale Cesira Rinaldi, l’assessore ai servizi sociali Nadia Gnoffo, la presidente dell’ordine degli avvocati Maria Antonia Giordano e Rocco Guarnaccia, presidente della Camera Penale.

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