Fusti e resti di impalcature smaltiti nei fondali del porto isola, manager e tecnici Eni a processo

 
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Sui fondali trovati resti di ponteggi e impalcature

Gela. Rifiuti speciali che sarebbero stati smaltiti anche nei fondali marini, a ridosso del porto isola Eni. Un’indagine coordinata dai pm della procura ed eseguita dai militari della guardia costiera (in forza all’aliquota di polizia giudiziaria) e dai subacquei del corpo, che ha consentito di fare luce su un presunto sistema che avrebbe causato anche danni ambientali. A processo, ci sono manager del cane a sei zampe e la stessa società Raffineria di Gela (che risponde di illecito amministrativo). Si tratta di Bernardo Casa, Alfredo Barbaro, Settimio Guarrata, Calogero Sciascia e Arturo Anania. Nei fondali sono stati ritrovati anche fusti, resti di ponteggi, vecchie impalcature e tubi. Nel giudizio, hanno già preannunciato la costituzione di parte civile sia il Ministero dell’ambiente, con l’avvocato Giuseppe Laspina, sia il Comune, con il legale Ornella Crapanzano. Il dibattimento sarà seguito direttamente dal procuratore capo Fernando Asaro.

Il giudice Miriam D’Amore ha deciso di procedere con l’apertura del dibattimento per il prossimo gennaio. I legali degli imputati, gli avvocati Gualtiero Cataldo, Alessandra Geraci e Carlo Autru Ryolo, hanno già preannunciato l’intenzione di oblare uno dei capi di imputazione, attraverso il pagamento della somma che verrà determinata. Allo stesso tempo, hanno contestato le modalità di costituzione del Comune come parte civile. Eccezioni che saranno valutate dal giudice alla prossima udienza.

1 commento

  1. Per Eni e tutto apposto e normale, non e successo niente, come al solito, poi parlano di rispetto dell’ambiente, VOGLIAMO LE BONIFICHE BONIFICHE BONIFICHE.

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