Gasdotto Gela-Malta, Corrao: “Commissione Ue valuti violazioni norme comunitarie”

 
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Il tratto locale toccato dal progetto

Gela. “La corsa all’approvvigionamento del gas genera mostri. Non permetteremo che il gasdotto Italia-Malta, richiesto dal governo maltese, distrugga i siti naturali protetti dall’UE a Gela, in Sicilia. Ho chiesto alla Commissione Ue di intervenire anche sull’uranio impoverito, le cui tracce sono state scoperte nel fondale marino davanti Gela” – così l’eurodeputato del gruppo Greens-EFA Ignazio Corrao annuncia la sua interrogazione alla Commissione Ue in seguito al parere della Riserva del Biviere sul gasdotto Italia-Malta. “Il parere della Riserva del Biviere sul gasdotto, inviato al Ministero per la Transizione ecologica – spiega Corrao – parla chiarissimo: c’è un forte cumulo degli impatti ed elevati costi ambientali. E’ inaccettabile che il tracciato del gasdotto, finanziato dall’Unione europea, ricada all’interno di aree Natura 2000, tutelate dalla stessa Ue”, prosegue l’eurodeputato siciliano. “Il conflitto russo-ucraino ha infiammato la discussione sugli approvvigionamenti di gas. Chiederemo alla Commissione di rivedere la lista dei ‘progetti Pci’ di interesse comune, che comprende progetti ormai fuori dalla storia, come il gasdotto Italia-Malta. Dobbiamo scongiurare il rischio che in nome del gas si distrugga l’ambiente. Tutti i progetti di nuove infrastrutture fossili e gas vanno sostituiti da infrastrutture per l’energia sostenibile alternative”, dice ancora. Il responsabile della Riserva Orientata Biviere, Emilio Giudice, già prima della trasmissione del parere, che non è vincolante, aveva annunciato che avrebbe posto una serie di prescrizioni.

“E’ agghiacciante venire a sapere che, come emerge dalla relazione dell’ente, nel fondale del Golfo di Gela interessato dal gasdotto, ci siano elevate concentrazioni di Uranio 238 e del Torio 234. Per questo ho chiesto alla Commissione Ue di valutare l’eventuale violazione di norme comunitarie nella realizzazione del gasdotto ma soprattutto di intervenire immediatamente sulla tutela della popolazione minacciata dalla presenza dell’uranio impoverito”, conclude Corrao.

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