Gasdotto Gela-Malta, Regione rilascia l’autorizzazione: iter in corso a livello ministeriale

 
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Una delle aree locali individuata per il passaggio del gasdotto

Gela. Via libera dalla Regione al progetto “Melita Transgas Pipeline” tra la Sicilia e Malta. E’ il sistema che collegherà la stazione per il gas di Delimara, sulle coste maltesi, a quelle gelesi. Il governatore Renato Schifani ha firmato il decreto di intesa all’autorizzazione unica di competenza del ministero della Transizione ecologica. Il progetto è della Interconnect Malta Ltd per la costruzione del gasdotto sottomarino. “In una situazione in cui sta cambiando radicalmente il panorama delle forniture energetiche – sottolinea il presidente della Regione – abbiamo espresso il nostro consenso, nella forma sancita dalla Conferenza Stato-Regioni, alla procedura in capo al Ministero per la realizzazione di una infrastruttura strategica per l’interconnessione tra l’Italia e Malta e la resilienza del sistema energetico europeo. In questa prospettiva la nostra isola ricopre e ricoprirà sempre più il ruolo di piattaforma energetica e logistica fondamentale”.

 

L’opera per il gas maltese si estende complessivamente per 159 chilometri e si compone di quattro sezioni principali. Una prima on shore, per sette chilometri, dal terminale di Piana del Signoree fino alla linea di costa. Una seconda sezione off shore, dalla costa e fino al limite delle acque territoriali italiane, per circa 57 chilometri. Un’altra ancora in mare, per 94 chilometri, dal limite delle acque italiane fino alla costa nord-occidentale di Malta, a Delimara. Infine, un’ultima sezione a terra, lunga circa 700 metri, sul territorio maltese fino al terminale dell’isola. L’autorizzazione unica dell’opera da parte del ministero ricomprende il parere di conformità urbanistica, l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, l’approvazione del progetto e la dichiarazione di pubblica utilità. Malta, attraverso la società “Melita trans gas company ltd”, ha in programma di strutturare un proprio sistema del gas, con forniture che arriveranno dalla costa italiana, attraverso la rete nazionale di Snam. L’iter, molto complesso, è in atto da alcuni anni e l’investimento è consistente, superando i 200 milioni di euro. L’applicazione per questo progetto è stata presentata a luglio 2017. Le pipeline copriranno una distanza di circa centosessanta chilometri. Per la commissione tecnica specialistica del ministero, non ci saranno impatti ambientali nonostante il progetto ricada, dal lato italiano, in un’area a ridosso della zona protetta del Biviere. Una zona che si estende per almeno sette chilometri. “Talune evidenti criticità tecnico-ambientali possono essere mitigate”, ha precisato la commissione nel parere. Un giudizio negativo, trasmesso agli uffici ministeriali, era arrivato negli scorsi mesi dal responsabile della Riserva Biviere Emilio Giudice, che tra gli altri aspetti ha richiamato la presenza di tracce di sostanze pericolose in mare, come l’uranio impoverito e il torio. E’ una procedura nella quale l’ente comunale non ha praticamente alcuna voce in capitolo e pure l’eventuale ipotesi di compensazioni non ha mai trovato effettivo riscontro. Secondo il cronoprogramma delle autorità maltesi, il gasdotto potrebbe arrivare a regime nel 2025. A livello europeo, invece, oltre ai dubbi sulla tenuta ambientale, più di un’osservazione fu sollevata anche rispetto alle ombre che si posero sul governo maltese nella vicenda dell’omicidio della giornalista d’inchiesta Daphne Caruana Galizia. La famiglia della vittima e diversi europarlamentari, ad inizio anno, lanciarono un appello per bloccare fondi pubblici destinati al progetto. Dal territorio locale passerà lo snodo per il gas maltese mentre dovrebbero partire a breve i primi lavori per un altro investimento strategico sul gas, quello dei giacimenti “Argo-Cassiopea” di Eni. Anche in questo caso, tutto è concentrato nell’area locale, in attesa di capire se Regione e governo nazionale garantiranno compensazioni al territorio, come chiesto dall’amministrazione comunale.

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