Gasdotto Malta-Gela, sì ministeri: commissione tecnica, “criticità possono essere mitigate”

 
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Il tratto locale toccato dal progetto

Gela. Non ci sono elementi che possano ostare alla realizzazione del gasdotto Malta-Gela, che in base ai programmi congiungerà la costa dell’isola dei cavalieri, nel tratto di Delimara, con quella locale. Il provvedimento, a fine maggio, è stato rilasciato dai ministeri della transizione ecologica e della cultura. Malta, attraverso la società “Melita trans gas company ltd”, ha in programma di strutturare un proprio sistema del gas, con forniture che arriveranno dalla costa italiana, attraverso la rete nazionale di Snam. L’iter, molto complesso, è in atto da alcuni anni e l’investimento è consistente, superando i 200 milioni di euro. L’applicazione per questo progetto è stata presentata a luglio 2017. Le pipeline copriranno una distanza di circa centosessanta chilometri. Per la commissione tecnica specialistica del ministero, non ci saranno impatti ambientali, nonostante il progetto ricada, dal lato italiano, in un’area a ridosso della zona protetta del Biviere. Una zona che si estendere per almeno sette chilometri. “Talune evidenti criticità tecnico-ambientali possono essere mitigate”, ha precisato la commissione nel parere. Un giudizio negativo, trasmesso agli uffici ministeriali, era arrivato negli scorsi mesi dal responsabile della Riserva Biviere Emilio Giudice, che tra gli altri aspetti ha richiamato la presenza di tracce di sostanze pericolose in mare, come l’uranio impoverito e il torio. L’europarlamentare Ignazio Corrao aveva annunciato un’interrogazione sul tema.

Sostanzialmente, il sì ministeriale è stato rilasciato mentre gli uffici romani e quelli palermitani definivano l’intesa complessiva su un altro investimento pesante, quello per il gas di Eni, con “Argo-Cassiopea”. Il progetto della multinazionale, a sua volta, ricade in aree di vincolo. Secondo la commissione ministeriale, quindi, ci sono tutte le condizioni per andare avanti in una procedura nella quale l’ente comunale non ha praticamente alcuna voce in capitolo e pure l’eventuale ipotesi di compensazioni non ha mai trovato effettivo riscontro. Secondo il cronoprogramma delle autorità maltesi, il gasdotto potrebbe arrivare a regime nel 2025. A livello europeo, invece, oltre ai dubbi sulla tenuta ambientale, più di un’osservazione fu sollevata anche rispetto alle ombre che si posero sul governo maltese nella vicenda dell’omicidio della giornalista d’inchiesta Daphne Caruana Galizia. La famiglia della vittima e diversi europarlamentari, ad inizio anno, lanciarono un appello per bloccare fondi pubblici destinati al progetto.

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