Gela e gli altri poli industriali siciliani, focus Fiom: rimane opzione dello sciopero

 
0
Giudice e Gauci

Gela. Tra gli “osservati speciali” c’è anche il sito industriale di contrada Piana del Signore. I metalmeccanici della Fiom, sia a livello regionale che sul piano nazionale, hanno fatto il punto della situazione, durante l’assemblea organizzativa della sigla sindacale, che si è tenuta ad Enna. C’erano Gianni Venturi, della segreteria nazionale, e Ignazio Giudice, responsabile organizzativo di quella siciliana. I metalmeccanici della Cgil, già a fine ottobre, attraverso i vertici nazionali, hanno annunciato un pacchetto di otto ore di sciopero. Il sindacato si muove, comunque, verso uno sciopero generale, che anche il segretario Maurizio Landini vede come una strada piuttosto concreta. Per il segretario provinciale Orazio Gauci, presente ai lavori e al tavolo dell’esecutivo della Fiom siciliana, “Sia il Pnrr che la legge di stabilità hanno disatteso le nostre aspettative, le nostre rivendicazioni sui temi del lavoro, degli investimenti, sulle pensioni e sugli ammortizzatori sociali. Urge una mobilitazione generale di tutti i settori, di tutto il paese”, ha spiegato. Già i responsabili nazionali Fiom, nell’annunciare le otto ore di sciopero, avevano spiegato che è “urgente la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori per chiedere al governo e al sistema delle imprese risposte in tema di crisi industriali e occupazionali, riforma degli ammortizzatori sociali, precarietà del lavoro, salute e sicurezza, sistema degli appalti e dei subappalti, pensioni e contrasto dell’evasione fiscale”. Anche Giudice, davanti alla platea della Fiom, ha parlato della necessità di un passo in avanti, che ancora non c’è stato. Mancano risposte da parte del governo. “Il primo direttivo nel quale solo qualche anno fa sono stato eletto è stato quello della Fiom, una categoria storica della Cgil. Ho avuto il piacere di ascoltare il gruppo dirigente siciliano e nazionale su temi vitali per il modello industriale della nostra isola in grado di dare risposte ai giovani, che non sono solo il futuro, anzitutto sono l’oggi, il presente. La nostra isola è vittima di menefreghismo politico. Mentre il mondo dibatte di post-modernità, noi, durante un viaggio lungo le strade di questa terra, siamo condannati a ritelefonare sette volte per concludere una conversazione, dato che la linea si interrompe ogni due minuti. Guardiamo il mondo con i piedi per terra, la libertà della denuncia e la bellezza della proposta”.

La Fiom e le altre sigle dei metalmeccanici, per il sito industriale Eni, attendono risposte certe anzitutto sulla collocazione dei lavoratori dell’indotto “storico”, in vista dell’avvio dei lavori del progetto “Argo-Cassiopea”, quello più ambizioso di tutto il protocollo di intesa del 2014. C’è stato un primo tavolo con gli imprenditori di Sicindustria, che non ha ancora portato ad un accordo complessivo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here