Giro di società per frodare il fisco, uno degli indagati si difende: “Era solo un prestanome inconsapevole”

 
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Gela. “Non ha avuto alcun ruolo attivo nelle presunte frodi fiscali. Non è mai stato amministratore di fatto delle società finite sott’indagine”. “Solo un prestanome spesso inconsapevole”. Lo ha detto, davanti al giudice dell’udienza preliminare, il legale di fiducia dell’agrigentino Roberto Li Calzi, insieme ad altri quattro presunti complici al centro di una maxi frode fiscale scoperta dai magistrati della procura e dai militari della guardia di finanza. L’avvocato Giusy Ialazzo ha, in questo modo, contestato la richiesta di rinvio a giudizio formulata dai pm. “Il vero amministratore di fatto delle aziende era Fabio Fasulo – ha continuato la difesa – Li Calzi, così come altri, era un semplice prestanome, spesso inconsapevole”. A contestare la richiesta di rinvio a giudizio è stato anche l’avvocato Davide Limoncello proprio nell’interesse dell’imprenditore Fabio Fasulo.

La documentazione difensiva degli altri indagati. Alla prossima udienza, invece, a concludere saranno i difensori degli altri indagati, ovvero Pietro Caruso, Emanuele Gauci e Antonio Palena. Gli avvocati Giacomo ventura e Flavio Sinara, già durante le scorse udienze, avevano depositato una vasta mole di documenti che servirebbero a rimodulare i ruoli dei loro assistiti soprattutto rispetto alle accuse mosse dai magistrati della procura.

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