Giunta a rilento, Greco e la tela di Penelope degli assessori

     
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    Ore decisive per la formazione della giunta (immagini di repertorio)

    Gela. Tutto e il contrario di tutto. Nel giro di 48 ore, dal pomeriggio del venerdì alla serata della domenica, gli equilibri della costruenda nuova Giunta Greco si sono costruiti e distrutti almeno tre o quattro volte.
    Il weekend insomma non ha portato consiglio al sindaco che, come una novella Penelope, continua da oltre due settimane a tessere di giorno ed a scucire di notte per non scontentare gli altrettanto novelli Proci dell’ex ormai Coalizione Arcobaleno.
    La sensazione che si vive dall’esterno è quella di un primo cittadino impantanato nel fossato di sabbie mobili creato dalla sua stessa maggioranza, dove ad ogni piccolo movimento si peggiora l’affossamento.
    Il borsino di assessori vecchi e nuovi continua ad oscillare impazzito e gente che fino a poche ore prima era certa del posto adesso potrebbe addirittura essere pronta al passaggio all’opposizione.
    È il caso ad esempio dell’assessore al Decoro Urbano Peppe Licata, fresco di battesimo cuffariano e di ingresso nella nuova Dc. Mentre fino a qualche giorno fa il democristiano sembrava inamovibile nel progetto del nuovo esecutivo, da qualche ora il suo nome non farebbe più parte della squadra immaginata da Greco che avrebbe chiesto senza successo un nuovo nome a Vincenzo Cascino, ufficialmente consigliere di Un’altra Gela ma in realtà sponsor principale di Licata.
    Cascino avrebbe rifiutato l’offerta e se come sembra Licata dovesse essere silurato sarebbe pronto a saltare il fosso in consiglio comunale, andando a rafforzare l’opposizione.
    Stesso discorso per il renziano Malluzzo, anche lui all’inizio destinato a mantenere una poltrona sulla scorta della federazione tra Italia Viva e Forza Italia. Anche per lui sembra pronto il siluramento. In questo caso però ai renziani non verrebbe tolto spazio in giunta, a sostituire l’ormai ex assessore allo sport potrebbe subentrare però l’attuale coordinatore cittadino Rochelio Pizzardi.
    Problemi anche per il nome indicato da Liberamente. Sembra che il sindaco abbia posto un veto sull’ingresso del commercialista Dario Lisciandra, situazione che potrebbe portare alla rottura con gli ex ribelli Grisanti e Casciana, che proprio venerdì avevano chiesto al sindaco di accelerare sulla scelta dei nomi.
    In tema di ribelli, torna intanto sempre più presente il nome di un altro componente dell’ex asse di Sicilia Futura. Antonino Biundo infatti potrebbe tornare in gioco come assessore di riferimento di uno dei consiglieri comunali più ribelli della maggioranza, l’indipendente Rosario Trainito, dato per parecchie volte vicino all’ingresso in Forza Italia.
    A proposito di azzurri, sembrerebbe ormai certo, ma il condizionale è sempre d’obbligo quando si parla del sindaco Greco, il secondo assessorato a Forza Italia. Ma qui entra in gioco il valzer delle deleghe. L’idea del primo cittadino sarebbe quella di suddividerle seguendo lo schema dei riferimenti politici in Giunta Regionale.
    Scelta interessante se non fosse che rumors da palazzo d’orleans raccontano da settimane di un possibile azzeramento da parte di Musumeci in vista dello sprint finale pre elettorale. Una situazione che di fatto pregiudicherebbe la strategia del sindaco secondo cui ad esempio, potrebbe esserci una staffetta dai Servizi Sociali ai Lavori pubblici e viceversa tra l’azzurra Nadia Gnoffo e Ivan Liardi, riferimento locale dei lombardiani.
    Una staffetta che di fatto favorirebbe l’ex titolare dei Lavori Pubblici che dopo le tante voci sui finanziamenti persi in questi due anni lascerebbe il settore poco prima dell’arrivo di un nuovo taglio, quello di quasi due milioni sull’edilizia scolastica, approdando ai Servizi Sociali dove invece diversi finanziamenti sarebbero in procinto di arrivare.
    Una scelta per nulla gradita dunque ai forzisti che dopo il lavoro di questi anni della Gnoffo si vedrebbero scippare l’assessorato al momento di raccogliere i frutti.

    Un po’ quello che ha messo in evidenza l’ex vice sindaco Terenziano Di Stefano che ha condizionato il suo appoggio alla riconferma alla guida dello Sviluppo Economico e che ha chiaramente detto al primo cittadino che non mollerà neanche su un eventuale secondo assessorato per Una Buona Idea.
    Il quadro, confusionario, si completa con il probabile rientro dell’assessore al Bilancio Danilo Giordano e con lui dell’Udc. Pare che, a far cambiare idea al sindaco sia stata una telefonata molto accesa con l’assessore regionale Mimmo Turano.
    Questa ad oggi la situazione del pantano Giunta. Una matassa che comunque al momento sembra davvero complicata da sbrogliare. Difficilmente Greco scioglierà i suoi dubbi nelle prossime ore mentre la città aspetta di capire chi la governerà nei prossimi mesi, sabbie mobili permettendo.

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