Gli artisti omaggiano Parigi, ma cosa avrebbe detto Charlie Brown?

 
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Qualche giorno dopo i tragici attentati di Parigi, su un muro del Boulevard Richard Lenoir, nell’undicesimo arrondissement, vicinissimo alla sala concerto del Bataclan, è comparso un grande disegno raffigurante due ragazzi che si baciano con una ferita sanguinante al petto, un omaggio alla celebre foto di Robert Doisneau, Le Baiser de l’Hôtel de Ville. Rossa è anche la grande scritta, “Même pas mal” (Non mi hai fatto niente), tipica espressione idiomatica del linguaggio infantile, accompagnata dalla scritta “Paris est debout” (Parigi è in piedi). Con quei due amanti che si scambiano un bacio, quella foto è diventata il simbolo della spontaneità di due amanti che si scambiano un bacio, una spontaneità che dopo quello che è successo meno di un mese fa nella Capitale francese, sono in molti a non voler dimenticare e abbandonare.

Se l’International New York Times l’ha ripresa in un disegno di Chapatte, l’italianissimo mensile linus ha deciso di riprenderla, facendola interpretare da Manuele Fior, illustratore e fumettista italiano residente a Parigi, per la copertina del numero di dicembre.

“Volevo rimanere con il cuore vicino ai ragazzi ammazzati di fronte ai nostri locali abituali e ho usato un’icona, il bacio di Doisneau. È un cliché dei parigini che sta lentamente evaporando”, ha spiegato l’artista. “Poi c’è la polizia, come non l’ho mai vista. L’esercito, gli spari, le sirene, le bombe. Un macigno sulla città. Ho cercato di disegnare l’espressione che la terra vi sia lieve”.

E a proposito di Linus, di Snoopy e Charlie Brown, i celebri Peanuts creati dalla penna di Charles Monroe Schulz, sono più in voga che mai. È uscito da poco anche in Italia il film di Steve Martino, Snoopy & Friends, e ben due mostre hanno omaggiato il beagle più famoso del mondo: quella interattiva, a Lucca, nell’ambito del Lucca Comics and Games, Snoopy and Friends-Peanuts Experience, e a Milano, Snoopy & Belle in Fashion, la mostra dedicata alla moda di Snoopy insieme alla sorella Belle che in pochi conoscono. Proprio a Milano abbiamo incontrato la signora Schultz, Jean Forsyth Clyde, che ha parlato di suo marito Sparky, “un soprannome che gli aveva dato uno zio nel ’22 quando era ancora neonato”, e della fondazione di cui è presidente da quando il marito è scomparso, il 12 febbraio del 2000, dopo cinquant’anni di disegni amati e pubblicati in tutto il mondo. È lei a presiedere il “Charles M. Schulz Museum and Research Center”, la fondazione che difende l’eredità umana e artistica del celebre disegnatore, a cominciare proprio dalla sua volontà che dopo di lui nessuno mai ridisegnasse anche una sola delle sue creature.

“I Peanuts sono stati e sono un fenomeno unico e irripetibile, neppure imitabile se non nella forma della striscia, mai nella straordinaria sostanza”, ci ha spiegato. “Negli anni, sono stati numerosi gli studiosi che hanno analizzato il fenomeno, ma ritengo che alla base di tutto ci sia stata la capacità che aveva mio marito nel comunicare la profondità di ogni singolo aspetto della vita con grande semplicità. Il mondo visto dai bambini, che poi sono i critici più veri, proprio perché pensano e agiscono con candore, senza pensarci più di tanto”. Se oggi Shcultz fosse ancora in vita, ovviamente non avrebbe mai sopportato quanto accaduto a Parigi e al Bataclan e si sarebbe “vendicato” a modo suo, facendo dire ad uno dei suoi bambini, a Charlie Brown o magari a Lucy – quella dal carattere più fumantino – “Même pas mal”, “Non mi hai fatto niente”, ma non si sarebbe fermato qui. D’istinto, li avrebbe portati per strada a ballare e a gridare, dando prova a tutti di essere ancora vivi, di essere ancora in piedi. Come minimo.

 

http://www.huffingtonpost.it/giuseppe-fantasia/gli-artisti-omaggiano-parigi-ma-cosa-avrebbe-detto-charlie-brown_b_8654032.html?utm_hp_ref=italia-culture

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