Gli espropri “allegri” per il nuovo tribunale, il commissario approva il debito fuori bilancio: impegnati più di 200 mila euro

 
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Gela. Con una giunta ter, formata solo a metà, e con un consiglio comunale

che, a dicembre quasi inoltrato, deve ancora esprimersi sul piano delle alienazioni e, soprattutto, sul bilancio di previsione 2017, c’è voluto un commissario ad acta, una funzionaria della Prefettura di Caltanissetta, per arrivare all’approvazione della delibera di copertura di un debito fuori bilancio da poco più di 208 mila euro.
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La delibera approvata dal commissario. Soldi che il Comune deve pagare agli ex proprietari delle aree occupate per la costruzione del palazzo di giustizia. Proprio nelle scorse ore, il commissario ad acta, che era stato nominato con un precedente atto dei giudici amministrativi, ha apposto la firma conclusiva sulla delibera di stanziamento. Con le casse del municipio che, di certo, non godono di buona salute, i soldi verranno spalmati su due diversi esercizi di bilancio, per il 2017 e per il 2018. Dai funzionari di Palazzo di Città è arrivato un secco no al pagamento complessivo, immediato, della somma.
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In questo modo, il commissario ad acta, chiude un iter iniziato già quattro anni fa, dando esecuzione ad una recente ordinanza emessa dai giudici del Consiglio di giustizia amministrativa, che sono intervenuti davanti all’ennesima stasi venutasi a creare in una vicenda che continua a pesare sulle casse del municipio, dopo le procedure piuttosto “allegre” adottate in passato per occupare aree, successivamente utilizzate per costruire il nuovo palazzo di giustizia. In estate, il consiglio comunale aveva dato il via libera all’acquisizione al patrimonio indisponibile del Comune proprio di quelle stesse aree, espropriate illegittimamente, così come più volte ribadito da giudici amministrativi e civili, ai quali si sono rivolti nel corso del tempo gli ex proprietari.
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In realtà, però, il capitolo giudiziario è tutt’altro che chiuso. Da poco, gli ex proprietari, per il tramite dei loro legali, hanno impugnato in Cassazione proprio l’ordinanza appena eseguita dal commissario ad acta. Al centro del contendere, probabilmente, ci sono i valori economici delle indennità che vanno riconosciute, a seguito non solo della demolizione di un magazzino commerciale in via Cascino ma anche dell’occupazione di tutte le aree limitrofe.  

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