Gli ex proprietari chiedono più di mezzo milione di euro, per il Comune gli espropri devono pagarli le aziende

 
0

Gela. No alle richieste arrivate da quattro ex proprietari di terreni in contrada Olivastro che hanno scelto di citare in giudizio l’ente comunale. Devono pagare le aziende. Chiedono oltre mezzo milione di euro dopo che le aree di loro proprietà vennero espropriate per consentire la realizzazione di circa sessanta villette residenziali, costruite dalla “Due Emme”, impresa controllata dalle società Marcal e Missud. Gli ex proprietari non avrebbero mai ricevuto le indennità d’esproprio nonostante la realizzazione del progetto edilizio. E’ stato il legale nominato da Palazzo di Città, l’avvocato Salvo Macrì, a depositare l’atto di costituzione davanti al giudice civile del tribunale. Stando al legale, infatti, anzitutto le richieste degli ex proprietari si baserebbero su una valutazione eccessiva dei prezzi al metro quadro. Le aree andrebbero valutate non a sessanta euro al metro quadro ma piuttosto a quindici euro. In realtà, però, il legale di Palazzo di Città mira tutto sulla chiamata in garanzia proprio delle aziende che hanno costruito le villette. In base alla convenzione stipulata con l’ente comunale oramai dieci anni fa, devono essere gli imprenditori a coprire i costi di eventuali contenziosi e non, invece, il Comune. Per questa ragione, viene chiesta la chiamata in garanzia della stessa Due Emme. Adesso, spetterà al giudice Anna Maria Ciancio valutare le richieste delle parti e visionare i primi atti di un procedimento che potrebbe fare da spartiacque rispetto a molte altre richieste dello stesso tipo arrivate sui tavoli del municipio. Negli scorsi anni, diverse cooperative e associazioni di comprensorio hanno costruito su aree private espropriate dal Comune. In più occasioni, però, proprio l’ente è stato condannato al pagamento di espropri che molti, anche in consiglio comunale, hanno definito “d’oro”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here