Gli stiddari spararono a Natale, la strage della famiglia Polara: un nuovo filone d’indagine della Dda

 
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Gela. Fu la risposta della stidda all’omicidio, di un anno prima, che mise fine alle vite di Salvatore Lauretta e Orazio Coccomini.


Uccisi anche due giovanissimi figli di Polara. Nel dicembre del 1988, a morire nella loro abitazione di via Ducezio, a San Giacomo, furono il cinquantaduenne Salvatore Polara, braccio destro del boss di cosa nostra Piddu Madonia, la moglie e due figli. Altri tre si salvarono. Tutti finiti a colpi di arma da fuoco. Sulla strage di Natale, negli scorsi mesi, i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta hanno chiuso un nuovo filone d’indagine. Gli approfondimenti sarebbero partiti dopo le dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia che avrebbero fornito dettagli in più rispetto all’azione di morte, messa a segno nell’appartamento del boss Polara. Sarebbero almeno quattro gli indagati. Dopo la prima ricostruzione di quanto accaduto e i verdetti, a decenni di distanza i pm della Dda nissena avrebbero raccolto nuovi elementi che, a questo punto, potrebbero anche condurre a una nuova richiesta di rinvio a giudizio.

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