“Governo regionale vuole sistema privato dell’acqua”, Forum ad Ati: “Ci convochi”

 
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Gela. L’Assemblea territoriale idrica di Caltanissetta dovrebbe seguire l’esempio di quella di Palermo, che ha provveduto ad organizzare una riunione, richiesta dai rappresentanti del Forum dei movimenti per l’acqua pubblica. Anche per il territorio locale, i rappresentanti del Forum vorrebbero confrontarsi con il presidente dell’Ati, il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, per richiedere che l’Assemblea territoriale prenda posizione contro il ddl 1066, che per il Forum renderebbe di fatto privato l’intero sistema della gestione idrica in Sicilia. Un ddl che il governo regionale sta provvedendo a “riscrivere”, ma per il Forum lasciando invariato lo spirito, sempre più favorevole ai privati dell’acqua, come già accade sul territorio con Caltaqua e il sovrambito di Siciliacque.

  La tariffa è giunta alle stelle, sempre progressimante dal 2006 ad oggi – fanno sapere dal Forum – altro punto da sottolineare è che il costo dell’acqua ha un rapporto così suddiviso: 5,00 euro, é il costo dell’acqua ma si arriva a 70,00 euro dì oneri. Per il territorio della provincia di Caltanissetta sarebbe opportuno che l’Ati possa intervenire per stabilire i costi che determinano la tariffa“. Il giudizio del Forum rispetto al testo di riscrittura rimane immutato, è un colpo di spugna sull’acqua pubblica, si accentrano i poteri e le decisioni, non si risolve ante quem il rapporto con Siciliacque, si mortifica il ruolo degli enti locali e della partecipazione civica alla gestione del bene comune primario, permane il conflitto di interesse per la Regione socia di Siciliacque, si riversano sui cittadini i costi ed i tempi del nuovo faraonico organismo col concreto rischio di perdere i finanziamenti quando bisogna invece accelerare nell’attuazione della legge esistente. A voler essere propositivi nel confermare il secco no del Forum anche alla riscrittura del ddl 1066, quello che occorrerebbe istituire è una Cabina di regia con forze qualificate e indipendenti, magari in seno all’Autorità di Bacino che ha già competenze anche sull’idro potabile, per supportare le Ati nella programmazione e progettazione indispensabili per intercettare i fondi del Pnrr e della programmazione EU 2021-27; l’Autorità di Bacino potrebbe inquadrare la pianificazione territoriale e il conseguente impiego dei fondi anche per quanto riguarda la gestione degli invasi, altra nota dolente che la Regione non è riuscita a sanare, del rischio idrogeologico, della qualità delle acque superficiali e profonde, in una visione complessiva orientata alla conversione ecologica, alla resilienza e con il controllo e la partecipazione democratica”, si legge in una nota del Forum.

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