“Grandi alleanze”, pochi simboli e tanti ex…via alla campagna elettorale: 4 per la poltrona di sindaco

 
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In quattro si contendono la poltrona di sindaco

Gela. Ex di qualcosa se ne trovano un po’ ovunque nei tre blocchi che si contenderanno voti e sostegni, con i cinquestelle che tenteranno di rispondere ad una concorrenza elettorale non semplice da sostenere, soprattutto schierando un’unica lista. La campagna elettorale, con programmi che pochi conoscono e nomi che vengono e vanno, è ufficialmente iniziata. Il “civico” Lucio Greco, l’imprenditore Maurizio Melfa, il pentastellato Simone Morgana e il leghista Giuseppe Spata (sostenuto dall’area di centrodestra) guardano alle urne di fine aprile. Pochi i simboli ufficiali di partito. Nella lunga sfilza di liste civiche, rimangono solo le insegne grilline, quelle leghiste e i simboli di Fratelli d’Italia e Udc. Per il resto, solo liste con “marchi” d’occasione. Salvo ripensamenti, anche Pd e Forza Italia si presenteranno sforniti dei colori ufficiali. La sfida vera e propria non è ancora iniziata, ma tanti già inneggiano all’inciucio dei soliti noti. Greco, se tutto andrà come previsto, potrà contare sui dem e sui sostenitori del forzista Michele Mancuso. Democratici e azzurri, pur senza i simboli, hanno ritenuto che la proposta civica di Greco fosse l’unica “coerente”. Una specie di alleanza semi-ampia che mette insieme l’ex candidato a sindaco di quattro anni fa (che è stato tra gli alfieri locali di Forza Italia), il Partito Democratico, i fedelissimi di Michele Mancuso, gli ex dem di Sicilia Futura (che hanno ripreso il dialogo con la casa madre), liste della società civile e quelle fondatrici del progetto civico (in mezzo ci sono ex assessori della giunta Messinese come Francesco Salinitro e Giuseppe Licata e l’ex consigliere comunale Terenziano Di Stefano). Un raggruppamento che potrebbe essere letto come una specie di seguito politico della sfiducia all’ex sindaco Domenico Messinese, anche se il forzista Michele Mancuso in quel frangente non sembrò entusiasta del voto contro l’ex giunta (voluto invece dai suoi rivali interni). Inciucio? Marmellata elettorale? Qualche dem parla invece di “maggioranza d’emergenza” e pare che il segretario cittadino Peppe Di Cristina, che ha ricevuto il mandato a trattare con Greco, consideri quella che verrà presentata agli elettori come un’alleanza più di centrosinistra che di centrodestra. Quindi, la coalizione “naturale”. Del resto, il segretario regionale dem Davide Faraone e il coordinatore siciliano forzista Gianfranco Miccichè, già dalla scorsa estate, non hanno fatto niente per nascondere una certa dedizione politica alla causa delle alleanze ampie. Insomma, loro non si meravigliano affatto.

La “faida” politica scoppiata in Forza Italia ha contribuito a creare uno scontro che ha spaccato il centrodestra. Gli uomini di Mancuso vanno con Greco (rinunciando al simbolo), gli ex consiglieri comunali e la base che si rifà alla parlamentare nazionale Giusi Bartolozzi e all’ex deputato all’Ars Pino Federico sostengono il leghista Giuseppe Spata. Anche in questo caso, non mancano i dejavu politici del recente passato. Il deputato nazionale della Lega Alessandro Pagano (ex Forza Italia ed ex alfaniano) ha prima apposto il veto a qualsiasi dialogo con l’area berlusconiana, ma adesso incassa il supporto dei “dissidenti” di Forza Italia al candidato salviniano Giuseppe Spata. Per gli avversari, nella coalizione di centrodestra, messa insieme con un patto notturno a fine febbraio, non mancano le tonalità politiche di centrosinistra. C’è l’ex dem Vincenzo Cirignotta, tra i principali sostenitori dell’accordo, ma ci sono anche Pino Federico (in passato pezzo importante della giunta di centrosinistra dell’ex sindaco Angelo Fasulo), il gruppo politico dell’ex consigliere comunale Sandra Bennici (quattro anni fa eletta a supporto del candidato Angelo Fasulo e adesso transitata in Fratelli d’Italia), senza dimenticare i passati di Spata che è stato presidente della sezione locale dell’associazione Libera, certamente non vicina alle idee leghiste. Quelli dell’alleanza, però, giurano che la loro è una vera e propria coalizione di centrodestra, che a breve potrebbe trovare la sponda dell’Udc (che sta per mollare Greco). Con il centrodestra spaccato in due tronconi e con il centrosinistra cittadino quasi estinto, l’imprenditore Maurizio Melfa (già candidato a sindaco quattro anni fa e per un paio di mesi tra le fila dell’ex giunta Messinese) ha fatto proseliti dove meno ci si poteva aspettare. Lo sosterranno pezzi di centrosinistra e di sindacato, decisamente scontenti dell’aria che tira nel Pd locale. Un’alleanza certamente sui generis, con sindacalisti ed esponenti storici del centrosinistra che stringono la bandiera elettorale dell’imprenditore, in passato vicino all’area di centrodestra. Una proposta, la sua, che non ha mancato di attirare anche ex delle liste di quattro anni fa dell’avvocato Greco e chi si è in passato mosso in direzioni politiche certamente diverse. Davanti ad un quadro elettorale forse mai così “astratto”, i grillini del Movimento cinque stelle tenteranno di bissare la vittoria del 2015, anche se l’avventura Messinese per loro finì dopo pochi mesi. Fecero un passo indietro, dopo essersi accorti (in ritardo) che il neo sindaco non corrispondeva affatto ai requisiti che avevano messo nero su bianco in un programma rimasto lettera morta. Oggi, i grillini sono al governo insieme alla Lega dell’avversario Giuseppe Spata e contano sul deputato regionale Nuccio Di Paola e sul senatore Pietro Lorefice. La lista capeggiata dall’ex consigliere comunale Simone Morgana, questa volta, pare chiusa agli “infiltrati” pochi inclini ai dettami del movimento. Spazio ai consiglieri uscenti e agli attivisti, con qualche innesto (controllato) dalla società civile. Qualcuno, tra gli addetti ai lavori e tra i nostalgici del vecchio centrosinistra, sussurra che forse proprio Morgana sia il candidato più a sinistra dell’intero lotto di partenza. La campagna elettorale è scattata, i simboli sono in via d’estinzione, i programmi li aspettiamo e i candidati non mancano mai, con o senza accessori ideologici.

5 Commenti

  1. Anche voi della stampa pero’ vi ostinate ad essere molto nostalgici, sempre alla ricerca dei simboli e dei valori perduti. Siate pragmatici e scrivete degli articoli dove si evidenzia che nessuno di queste accozzaglie si sogna di spendere una parolina su cosa intende fare per questa citta’ allo sbando praticamente da sempre.

    • Ma scusa… ma hai visto chi si sta sul palco elettorale ? È la stessa gente che ci governa da decenni e che ci ha portato al baratro.
      Quindi da loro che tipo di programma ti aspetti ? A loro interessa lo stipendio perché campano solo di politica, altrimenti avrebbero già lasciato

  2. Della serie la grande “ammucchiata”
    I grandi partiti come i Dem si mimetizzano per non dare punti di riferimento ai cittadini visto il mal governo precedente del PD in città tanti ex consiglieri riciclati che la gente è stanca di vedere da vent’anni a questa parte niente di nuovo sotto il sole un quadro politico che si prefigura sbagliato in partenza chiunque vincerà, non completerà il mandato politico

  3. Per me esiste solo un candidato prototipo del tipo: Fino a ieri si faceva pomi’, domani si fara’ cosi’! . Se cio’ non accade, le mie dimissioni sono assicurate, previo linciaggio , capito caro CANDIDATO? Dopo di che, i simboli , le alleanze, amici, compari e compagnia cantante non me ne frega una cippa.
    Quindi amico Gelone, il nuovo puo’ essere rappresentato solo da questa condizione, al diavolo i riciclati, ex partiti e quant’altro (fermo restando che la tua analisi non fa una grinza)

  4. Volevo solo ricordarti caro Gelamalata
    Che non sono affatto un candidato
    sono un semplice cittadino che probabilmente non andra’ nemmeno a votare visto il panorama politico che si sta delineando credo che siano i peggiori schieramenti politici da quando vado a votare in quando a te ti auguro di impegnarti
    per questa martoriata città

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