Greco chiude con due assessori di Musumeci sul palco, “non mi sono mai venduto”

 
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Greco è il nuovo sindaco

Gela. Sul palco del comizio finale ha voluto ribadire che il governo regionale starà con lui. Il “civico” Lucio Greco si è portato due assessori della giunta del presidente Nello Musumeci, Edy Bandiera e Marco Falcone (che si era già visto al comitato elettorale del “civico” prima delle urne del 28 aprile). L’ha voluto rimarcare, “le bugie hanno le gambe corte e avremo l’attenzione del governo regionale”. Questa volta, non ha usato toni forti nei confronti dell’avversario, il leghista Giuseppe Spata. Ha preferito dare una rispolverata agli obiettivi della sua eventuale amministrazione comunale, dal porto rifugio da rifare a quello isola destinato ad essere aperto ad operatori commerciali privati. Insieme a Bandiera, ha tessuto le lodi di un’agricoltura locale da rilanciare. Il messaggio l’ha inviato a chi lo sta sostenendo. “Grazie alle forze civiche di centrodestra e centrosinistra”. Ha citato gli endorsement degli ultimi giorni, quello dell’ex deputato nazionale Giacomo Ventura e del neo consigliere comunale Vincenzo Casciana. Forse, l’unico inciso più marcato l’ha usato quando ha tenuto a precisare “non mi sono mai venduto a nessuno”. Sul palco, oltre ai due assessori regionali in carica, si è fatta vedere Mariella Ippolito, che nella giunta Musumeci è stata titolare delle deleghe al lavoro e alla famiglia.

A fianco del “civico”, il deputato regionale di Forza Italia Michele Mancuso, mentre quello dem Giuseppe Arancio (con lui c’era il segretario cittadino del Pd Peppe Di Cristina) ha preferito seguire il comizio tra il pubblico. A Greco hanno voluto ribadire il loro sostegno politico gli assessori designati (Nadia Gnoffo, Rosario Caci, Salvatore Sammito, Terenziano Di Stefano e Florinda Iudici) e candidati della lista “Azzurri per Gela” (sul palco Vincenzo Cascino e Angelo Cafà). “E’ in gioco il futuro della città – ha concluso Greco – non possiamo permetterci di sbagliare. Ci ho messo la faccia”. Niente frecciate finali all’avversario e alla coalizione che lo sostiene, ma solo il ringraziamento alla famiglia. Il primo turno l’ha finito in vantaggio, adesso aspetta l’esito delle urne di domenica.

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