“Green refinery partirà ma non capiamo questi ritardi”, Catania (Filctem): “Eni ha fatto investimenti”

 
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Gela. “Siamo certi che l’azienda ha garantito gli investimenti previsti, ma non riusciamo a capire questi ritardi nell’avvio produttivo della green refinery”. Il segretario provinciale della Filctem Cgil Gaetano Catania si fa quasi portavoce dei dubbi che negli ultimi mesi i sindacati dei chimici hanno sollevato rispetto alla partenza della nuova raffineria, voluta da Eni per produrre carburanti bio. “Per questo motivo – continua – abbiamo chiesto un incontro all’azienda, anche informale. Vogliamo capire quali saranno i tempi per l’avvio a pieno regime della produzione. Siamo sicuri che le attività partiranno, ma è anche vero che inizialmente era stato indicato il mese di aprile. La green refinery c’è, con lo steam reforming e con gli altri impianti, si tratta solo di avere tempi certi. L’olio di palma è stato messo in carica per testare gli impianti. Personalmente, il problema che vedo sulla green refinery, nella fase attuale, è che si spende senza produrre. Quindi, c’è un aumento dei costi”. I chimici, dopo gli incontri avuti di recente, sembrano comunque sicuri che la nuova green refinery entrerà a regime. Meno certezze, invece, nel settore upstream. Il cane a sei zampe punta sulla base a terra per il gas, ma il recente “blocca trivelle” del governo ha aperto una fase di attesa, almeno tra lavoratori e sindacati.

“La mia vera preoccupazione – continua il sindacalista – è proprio sul versante upstream. L’azienda ci ha comunicato l’intenzione di avviare i primi cantieri ma è anche vero che il provvedimento del governo forse non farà realizzare da subito alcune cose”. Come già anticipato anche dalle segreterie provinciali di Femca e Uiltec, anche in questo caso i sindacati puntano ad un tavolo di confronto con l’azienda.

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