Ha ucciso il fratello e la compagna, Novembrini incapace: assolto e misura di sicurezza per 15 anni

 
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Carlo Novembrini e la compagna Maria Rosa Fortini freddati dal quarantaquattrenne

Bergamo. E’ totalmente incapace di intendere e di volere e quindi non imputabile, come già spiegato da tutti i periti che l’hanno sottoposto ad accertamenti. Per questo motivo, il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Bergamo ha assolto il gelese quarantaquattrenne Maurizio Novembrini, che un anno fa in una sala slot di Caravaggio (nella provincia bergamasca) ha ucciso a colpi di pistola il fratello cinquantunenne Carlo e la compagna di quest’ultimo, la quarantenne Maria Rosa Fortini. Il giudice ha accolto quanto stabilito nelle perizie, ma allo stesso tempo gli ha imposto la misura di sicurezza del ricovero per quindici anni nella Rems di Castiglione delle Stiviere, sempre in Lombardia. La verifica psichiatrica è stata chiesta dalla difesa dell’imputato, sostenuta dal legale Paolo Birolini. Anche i pm della procura hanno concluso per l’incapacità totale. Già dopo l’arresto, Novembrini ha spiegato di aver agito perché temeva che il fratello volesse fargli del male. L’intera dinamica dei fatti è stata ripresa dai sistemi di videosorveglianza della sala slot. Il quarantaquattrenne è stato poi rintracciato dopo poche ore.

I familiari di Maria Rosa Fortini si sono costituiti parti civili, con l’avvocato Rocco Lombardo. Anche il perito scelto dalla famiglia Fortini ha però concluso per la totale incapacità di intendere e di volere dell’imputato.

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