Hanno ucciso Matteo Mendola, 30 anni a Lembo e Mancino: Cauchi a processo

 
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Matteo Mendola ucciso a colpi di pistola e finito tra i boschi di Pombia

Novara. Trent’anni di reclusione ciascuno ad Antonio Lembo e Angelo Mancino, ritenuti i killer del trentatreenne Matteo Mendola, il gelese ucciso nell’aprile di un anno fa nei boschi di Pombia (in provincia di Novara). Il verdetto è stato pronunciato dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale novarese al termine del giudizio abbreviato, scelto dai legali di entrambi gli imputati (gli avvocati Gabriele Pipicelli, Alessandro Brustia e Fabrizio Cardinali). Il gup invece ha disposto il rinvio a giudizio per un altro gelese, il cinquantatreenne Giuseppe Cauchi che i pm piemontesi ritengono il mandante dell’omicidio. Sarebbe stato lui a dare l’ordine a Lembo e Mancino che convinsero Mendola a seguirli nei pressi di un capannone abbandonato. Il trentatreenne sarebbe stato finito a colpi di pistola. Per gli investigatori, ci sarebbero stati contrasti tra la vittima e l’imprenditore edile Giuseppe Cauchi. Al presunto mandante, che a gennaio dovrà rispondere alle accuse davanti ai giudici della Corte d’assise di Novara, gli investigatori sono risaliti attraverso le dichiarazioni rese da Lembo, anche per questo motivo l’avvocato Pipicelli ha chiesto una condanna meno pesante per il suo assistito.

Alla famiglia di Mendola, parte civile nel procedimento, è stato riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni oltre ad una provvisionale. I legali di difesa sono pronti ad impugnare il verdetto di condanna emesso nei confronti di Lembo e Mancino. Il gup ha accolto in pieno le richieste giunte dai pm della procura. Per i due imputati è stata esclusa la recidiva.

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