Hashish da Genova alla Calabria, “carico da 40 mila euro”: giudizio immediato per i Morso

 
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L'operazione condotta dai carabinieri di Rende in provincia di Cosenza

Genova. Un vasto traffico di droga tra la Liguria, la Campania e la provincia di Cosenza. L’inchiesta, inizialmente coordinata dai pm della procura calabrese, a marzo ha portato all’arresto anche del gelese sessantaseienne Vincenzo Morso, da tempo considerato referente di Cosa nostra a Genova, e del figlio, Gabriele Morso. Avrebbero avuto contatti con gli altri coinvolti, per far arrivare droga, soprattutto hashish, nelle piazze di spaccio cosentine. Il tribunale del riesame ha individuato, per alcune contestazioni, la competenza dei magistrati genovesi. Per i due Morso e per il loro presunto contatto, Robertino Giordano, è stato disposto il giudizio immediato. A luglio, dovranno presentarsi davanti al giudice ligure. Secondo le accuse, padre e figlio avrebbero fornito un carico di hashish, per un valore di circa 40 mila euro. La droga sarebbe stata consegnata a Giordano e ad un altro coinvolto nell’indagine, Gianluca Fantasia. Oltre al traffico di droga, gli investigatori hanno accertato episodi di estorsione, per il recupero di denaro legato sempre al giro di sostanze stupefacenti. L’attività ha portato ad un sequestro di hashish, per circa cinque chili.

Morso, alcuni anni fa, era stato coinvolto nell’indagine sull’omicidio del ventottenne Davide Di Maria, secondo gli investigatori maturato per il controllo delle piazze di spaccio genovesi. Era stato contestato il concorso, ma poi l’accusa più pesante è caduta. Per la morte di Di Maria è stato invece condannato l’altro figlio, Guido, a ventuno anni di detenzione. Per il sessantaseienne la condanna è diventata definitiva solo per le armi. Secondo gli inquirenti, nelle comunicazioni telefoniche gli indagati usavano un linguaggio volutamente criptico, facendo riferimento ad auto o a bisarche in arrivo. Chi non pagava le forniture o le dosi acquistate, avrebbe rischiato ritorsioni e danneggiamenti. I due Morso e Giordano sono difesi dai legali Antonio Ingrosso, Mario Iavicoli, Fabio Di Salvo e Laura Razetto.

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