I canali Sky “craccati”, clienti e un presunto fornitore: tanti per la messa alla prova

 
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Gela. Hanno scelto di evitare il dibattimento, optando per la messa alla prova o comunque accedendo ad un rito alternativo, che nel caso di un’eventuale condanna possa assicurargli una pena inferiore. Sono diciotto gli imputati, a processo con l’accusa di violazione del diritto d’autore. Finirono al centro di una serie di controlli, organizzati in città contro l’uso di sistemi capaci di veicolare i segnali di trasmissione della piattaforma satellitare Sky. Gli imputati vedevano i canali della piattaforma, ma pagando un prezzo minimo, diverso da quello ufficiale. Davanti al giudice Silvia Passanisi, diversi difensori hanno preannunciato l’intenzione di accedere a riti alternativi o alla messa alla prova.

Un esperto forniva i sistemi. La posizione di due imputati è già stata stralciata, inizieranno un periodo di messa alla prova, con attività sociale, come chiesto dalle difese. Anche altri imputati hanno scelto la stessa soluzione. Le verifiche tecniche iniziarono negli scorsi anni, arrivando a far scoprire diversi sistemi “craccati” che sarebbero stati forniti da un esperto. Tra i difensori degli imputati, ci sono gli avvocati Giovanni Cannizzaro, Giovanna Cassarà, Enrico Aliotta, Filippo Spina, Giovanna Zappulla, Carlo Maria Damato, Rocco Fasciana, Paolo Cafà, Rocco La Placa e Francesco Minardi.

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