I cantieri in raffineria e gli investimenti Enimed, altro round di incontri: chiesti tempi certi

 
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Gela. Entro i primi giorni di febbraio, dovrebbero avere una tabella completa degli interventi e dei cantieri previsti in raffineria, nella fase di riconversione a green, con i riferimenti precisi ai numeri occupazionali. L’hanno chiesta i chimici di Filctem, Femca e Uiltec che, ieri, hanno avuto un primo faccia a faccia con il capo del personale della fabbrica di contrada Piana del Signore. Al centro del confronto, non solo la vicenda della riconversione ma, tra le altre, anche quella dei lavoratori adesso assegnati al Safety competence center. I segretari provinciali Gaetano Catania, Francesco Emiliani e Maurizio Castania stanno raccogliendo tutti i dati necessari, che dovrebbero poi essere messi sul tavolo del Ministero dello sviluppo economico. I sindacati, infatti, non rinunciano alla richiesta di un tavolo da organizzare proprio a Roma.

Gli investimenti nell’upstream. In più occasioni, anche sul finire dello scorso anno, non si sono nascosti nel denunciare ritardi nel percorso che dovrebbe condurre all’avvio della nuova green refinery e il pericolo, piuttosto concreto, che non vegano rispettati gli originari impegni occupazionali. Tra i punti interrogativi, inoltre, c’è pure quello degli investimenti nel settore upstream, quindi delle esplorazioni e delle attività connesse. In queste ore, gli stessi segretari provinciali stanno incontrando il neo amministratore delegato di Enimed. Proprio nel settore dell’upstream, si concentra la parte più consistente degli investimenti che i manager della multinazionale hanno messo nero su bianco anche nel protocollo d’intesa di quattro anni fa.

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