“I cuccioli di ieri sono il branco di oggi”, invito degli animalisti: “Non abbandonateli”

 
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Gela. Il randagismo è uno dei tanti problemi per cui si battono da anni le associazioni animaliste del territorio. La microchippatura e le sterilizzazioni sarebbero il giusto punto di partenza  per poter venire a capo di questa matassa che sembra ingarburgliarsi ogni giorno di più, soprattutto all’indomani dell’aggressione del branco a danni di un bambino tedesco avvenuto ieri pomeriggio. In tanti attraverso i canali social hanno criticato l’amministrazione che non è ancora riuscita a risolvere la situazione, attaccando anche le associazioni animaliste che, secondo molti, portando cibo e acqua ai randagi non ne permettono la cattura. “Un randagio con la pancia piena è sicuramente meno pericoloso e aggressivo. La legge ci permette di operare nel territorio nel rispetto degli animali ma anche e soprattutto degli esseri umani – ha dichiarato Liliana Mistretta dell’Oipa – speriamo che le condizioni del piccolo aggredito e della madre possano al più presto migliorare e ci auguriamo che l’amministrazione provveda finalmente ad una situazione che va avanti da decenni”.

Ciò che preoccupa adesso i volontari delle associazioni animaliste è che si avvii una caccia alle streghe in cui tutti credono di avere il dovere e il diritto di intervenire, facendo del male anche a degli animali che con il branco dell’aggressione non hanno nulla a a che fare. Anche i volontari di Vita Randagia, che stamattina hanno fatto un sopralluogo insieme all’amministrazione sono molto preoccupati della situazione. “Il problema non riguarda solo il branco che ha aggredito il bambino ieri ma tutti  gli animali del territorio. Anche gli animali domestici devono essere controllati poichè in mancanza di un’adeguata sterilizzazione continuano a dare vita a nuove cucciolate che poi vengono abbandonate nel territorio”, ha spiegato Giulia Cassaro.

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