I grillini divisi, Ventura: “Contestate scelte e non le persone…nessuno vuole la guerra”

 
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Ventura fa capire che gli attivisti storici stanno guardando con interesse a quanto accaduto a Bruxelles

Gela. Prima di arrivare al candidato che dovrà condurre il Movimento cinque stelle alle urne del prossimo anno, i grillini locali cercheranno di ricucire uno strappo profondo, quello al loro interno. I rapporti tra gli attivisti non sono dei migliori. Da una parte, i portavoce (il senatore Pietro Lorefice e il deputato all’Ars Nuccio Di Paola) e i consiglieri uscenti (ad eccezione di Angelo Amato); dall’altra, invece, gli attivisti storici e il meetup, ai quali è vicino proprio Amato. Una distanza che non è solo politica ma ormai quasi fisica, con i portavoce e gli ex consiglieri comunali a loro vicini che hanno deciso di avviare la nuova sede di piazza Martiri della Libertà, quasi mettendo in secondo piano le stanze del meetup. “Quella non è una sede del Movimento cinque stelle spiega Santi Ventura – tra i grillini locali della prima ora – è una sede dei portavoce e dei consiglieri comunali uscenti. Il meetup c’è e continuerà ad esserci. Non dimentichiamo che è stato il meetup a scegliere quelli che poi sono diventati portavoce, compresi i consiglieri comunali”. Venerdì scorso, addirittura, i grillini locali si sono divisi anche sulle iniziative. Nella nuova sede di piazza Martiri della Libertà (quella che fino a qualche tempo fa ospitava un circolo del Pd) è andata in scena la prima call to action con i consiglieri uscenti (c’erano Simone Morgana, Vincenzo Giudice, Virginina Farruggia ma anche il senatore Pietro Lorefice e qualche attivista storico) che hanno lanciato un primo focus sulla questione degli impianti per la lavorazione dei rifiuti industriali. Nelle stesse ore, però, si riunivano gli attivisti del meetup.

“Voglio sgomberare il campo dagli equivoci – aggiunge Ventura – noi non abbiamo mai contestato le persone ma i temi, comprese alcune scelte fatte dai consiglieri del movimento in consiglio comunale. Tra le tante, ricordo l’aver mantenuto il numero legale sulla variante che consentirà di costruire in un’area a ridosso del lungomare. Abbiamo sempre chiesto un confronto e di essere informati. Ma spesso non è accaduto”. Santi Ventura, però, apre la porta alla possibilità di una “tregua”. “Io stesso ho fatto un passo indietro – conclude – ho lasciato il ruolo di organizer nel meetup e la scelta è ricaduta su Livio Aliotta che reputiamo persona capace e perbene, forse più adatta di me al dialogo. La gente ci chiede di non dividerci e non possiamo deluderla, soprattutto in vista delle prossime elezioni. Spero proprio che la capacità di mediazione di Aliotta possa far sì che torni il dialogo tra le parti. Se il problema ero io, questa scelta dovrebbe facilitare il confronto. Nessuno vuole la guerra interna, anzi”. Come nei partiti cittadini che sono stati dilaniati da rivalità interne, anche tra i cinquestelle non tutto torna ma i grillini adesso non vogliono azzopparsi nella corsa che li porterà alle urne del prossimo anno.

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