I pusher di Sant’Ippolito, difese scelgono riti alternativi: sono venticinque i coinvolti

 
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Gela. I presunti pusher si muovevano per piazzare dosi di marijuana e hashish e la base di riferimento i poliziotti del commissariato l’hanno individuata nel quartiere Sant’Ippolito. Sono in totale venticinque gli imputati finiti davanti al gup del tribunale. Le loro difese hanno deciso di optare per riti alternativi, soprattutto il giudizio abbreviato. Decisione che verrà valutata dallo stesso gup: scioglierà la riserva alla prossima udienza di ottobre. Le accuse i pm della procura le muovono contro Paolo Di Giacomo, Santo Cappello, Daisy Caglia, Elieo Cascino, Francesca Trubia, Claudio Lombardo, Cristofer Tasca, Fabio Crisci, Gaetano Marino (1984), Gaetano Marino (1996), Giuseppe Firrisi, Andrea Romano, Francesco Salafia, Claudio Nardo, Luigi Rodoti, Salvatore Noviziano, Calogero Minardi, Giacomo Minardi, Orazio Valenti, Giacomo Molara, Claudio Di Bartolo, Francesco Alabiso, Giacomo Tumminelli, Francesco Antonuccio e Emanuele Scimè.

L’indagine fa leva su un fitto elenco di intercettazioni telefoniche. Presunti pusher e clienti sarebbero stati costantemente in contatto, di modo da fissare gli appuntamenti per l’acquisto delle sostanze stupefacenti. Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Francesco Enia, Giovanni Cannizzaro, Flavio Sinatra, Giuseppe Cascino, Davide Limoncello, Carmelo Tuccio, Nicoletta Cauchi, Giusy Ialazzo, Valentina Lo Porto, Giuseppe Simonetti e Giovanna Cassarà.

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