I rapporti con Rinzivillo, Zuppardo in Cassazione: è detenuto dopo blitz “Exitus”

 
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Gela. E’ coinvolto nell’inchiesta “Exitus”, con l’accusa di aver spalleggiato il boss cinquantanovenne Salvatore Rinzivillo. Secondo i pm della Dda di Caltanissetta, il sessantaduenne Emanuele Zuppardo, nonostante le restrizioni impostegli dai magistrati, sarebbe riuscito a fare da supporto allo stesso Rinzivillo, fino a partecipare ad un presunto summit di mafia, organizzato in un locale, a ridosso di via Venezia. Dopo il blitz, i giudici del tribunale del riesame di Caltanissetta hanno respinto il ricorso presentato dal legale, l’avvocato Roberto Afeltra. Per questo motivo, la difesa si è rivolta alla Corte di Cassazione. Viene chiesto di rivedere la misura imposta all’indagato. Nonostante il passato criminale, per il legale Zuppardo ormai da tempo aveva preso le distanze da quel contesto, senza più rapporti con i clan. Una versione, che fino ad ora non ha convinto i giudici.

Il riesame, invece, ha annullato le misure di custodia cautelare in carcere che erano state emesse nei confronti degli esercenti Benedetto Rinzivillo e Giuseppe Incorvaia, tornati in libertà, così come chiesto dai legali (gli avvocati Giacomo Ventura, Joseph Donegani ed Emanuele Maganuco). Oltre a Rinzivillo e Zuppardo, in carcere rimane l’avvocato Grazio Ferrara, a sua volta arrestato nel blitz.

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