I soldi del Patto per il Sud revocati, lunga riunione in Comune: faccia a faccia giunta-dirigenti

 
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Oggi un lungo faccia a faccia tra sindaco, dirigente e assessori

Gela. Il taglio dei trentatré milioni di euro del Patto per il Sud si fa sentire, soprattutto sugli equilibri interni a Palazzo di Città. Dopo quello che il sindaco Lucio Greco ha definito “un fulmine a ciel sereno”, questa mattina giunta e dirigenti hanno avuto un incontro, durato diverse ore. Il sindaco vuole fare chiarezza e ha chiamato a raccolta non solo la burocrazia municipale ma anche la politica, attraverso gli assessori. Dopo la decisione del governo regionale, fermo nel procedere al trasferimento dei soldi che sarebbero toccati alla città, pare che il sindaco abbia chiesto precise spiegazioni ai dirigenti dell’ente. “Ci sono delle cose che non vanno, anche nel provvedimento della Regione – spiega il vicesindaco Terenziano Di Stefano che ha preso parte al vertice di questa mattina – rispetto alla nota che risale all’ispezione dei funzionari regionali dello scorso gennaio, sono stati definanziati due progetti che in realtà non risultavano soggetti a criticità particolari. Altri due, indicati invece nella nota, oggi hanno i progetti esecutivi. Solo uno, da circa 400 mila euro, in effetti ha da subito posto dei problemi. Non capiamo con quale criterio sia stato deciso il definanziamento e andremo sicuramente a Palermo. Questo non toglie che le verifiche interne siano comunque in atto, anche per valutare possibili responsabilità”. Allo stato, non sembra che il sindaco possa decidere di “punire” assessori direttamente interessati a queste procedure. L’avvocato Ivan Liardi, che si occupa del settore lavori pubblici, lo scorso giugno aveva ricevuto rassicurazioni da Palermo. I soldi destinati alla città non sarebbero stati toccati.

A cinque mesi si distanza, è cambiato tutto. L’assessore, comunque, non si sente in discussione. “Non ci sono responsabilità politiche della giunta – ha detto – anzi abbiamo riattivato procedure che erano ferme da tempo”. Greco, in ogni caso, si trova davanti ad un’altra emergenza e non sarà semplice spiegare il taglio netto di trentatré milioni di euro.

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